Villa Paris , tra storia e futuro
E’ una meravigliosa villa storica a nord di Roseto. Gestita dalla fondazione Cingoli, fino a fine ottobre , regala una opportunità. I locali ospitano una esposizione di giovani artisti con interessanti proposte di mosaici contemporanei e la possibilità di osservare i resti dei mosaici di una domus romana che venne alla luce nella parte nord della cittadina.
Programmare una visita diventa interessante poiché , adiacente ai locali che ospitano la proposta culturale, c’è una chiesetta che per bellezza lascia senza fiato. Completamente restaurata era un luogo sacro del “Collegio Russicum” dove giovani preti stranieri venivano a studiare come divulgare la parola di Dio nei paesi dell’Est, i Paesi comunisti. Erano due le sedi in Italia: Roseto e Livorno. Il futuro Papa Karol Woitila frequentò quello toscano. Mario Giunco ci parla di questo gioiello e il filmato ,in fondo, ve lo propone.
IL GIOIELLO DELLA VILLA RUSSICUM di Mario Giunco
Nel 1937 l’attuale Villa Paris, edificata alla fine dell’Ottocento, fu venduta alla Santa Sede, per farne la residenza estiva del Pontificium Collegium Russicum di Roma, che preparava missionari, appartenenti alla Compagnia di Gesù, da inviare nei paesi dell’Europa Orientale.
La villa era comoda e confortevole. Aveva 24 ampie stanze disponibili su due piani, un campo da tennis, uno da cricket, uno di pallavolo e uno di bocce con varie pertinenze, tra cui una cantina, che venne adattata a chiesa. Questa, molto semplice e spaziosa, dedicata a san Giovanni evangelista, entrò in funzione sul finire dell’estate 1937.
Poi iniziò la decorazione interna. Gli affreschi, in stile neo-bizantino (vi sono solo due esempi di questo stile in Italia: Roseto e Villa Badessa) furono realizzati, nell’estate 1938, da padre Robert de Caluwé. Sue sono alcune licenze artistiche, come i ritratti di bambini del luogo, che sostituiscono gli angioletti, codificati dalla tradizione. Il soffitto, con il Cristo Pantocratore e le parti vicino all’altare furono ultimati nell’estate 1939
. L’iconostasi ( la struttura lignea, che separa la navata, dove sostano i fedeli, dall’altare, dove officia il sacerdote) fu dipinta dal pittore russo Gregorius Pavlovich Maltzeff (1881-1953), incaricato dell’opera direttamente dal Vaticano.
