Renato ci racconti della terra da coltivare come ricchezza di una famiglia?
Un agricoltore che produce latte ne vende un litro alla grande distribuzione a 35 centesimi. Quello stesso litro si ritrova poi sul bancone dei supermercati anche a 1.60 euro.
Quel litro di bontà “bianca” passa attraverso almeno 5 mani. Il prezzo finale è ovviamente alto per soddisfare quelle mani , inutili per il consumatore finale. L’agricoltura è stata sempre un mestieraccio, faticoso ,sette giorni su sette perché alla mucca non sono riusciti mai “a spiegare “il valore della domenica.Lei vuole essere accudita ogni giorno. È così le campagne si sono spopolate ma non da oggi anche se il “chilometro zero ” farebbe molto comodo ai consumatori che oggi prima di andare a comprare devono essere molto “riflessivi”.
Vi racconto di Renato Di Gialluca. Viveva con la sua famiglia e insieme ad altre due famiglie , erano in 18 a casa, all’interno della riserva del Borsacchio o meglio all’interno del perimetro prima della decisione a fine anno del consiglio regionale che ha ridotto drasticamente gli ettari da tutelare. Renato dovrebbe essere ascoltato prima delle elezioni regionali dai politici di ogni partito . Con i suoi 88 anni ha tante strategie da consigliare.
Spunti per rilanciare l’agricoltura che potrebbe avvicinare giovani oggi disoccupati e creare quella ricchezza che oggi manca. Girai questa intervista che fa parte di un progetto che vedrà la luce in estate, due anni fa . Parlammo all’ombra dell’olivo secolare del Borsacchio .

Qualche doverosa precisazione: 100q.li di grano 75 al proprietario 25 al mezzadro e così per tutti i prodotti della terra.Mussolini stabilisce al 50/50 le quote di ripartizione.Successivamente verso la fine della mezzadria 42/58 a favore dei Mezzadri (anni 65-70). Tant’è che questa forma di contratto fu abbandonata.
Renato…la storia del nostro territorio contadino e non solo…saggezza e tanta amarezza di un mondo che è scomparso…da riscoprire per la salvezza dell’umanità intera! Utopia pura…purtroppo! 🏡😔🌟💥
Concordo nei numeri il discorso sulla mezzadria su cui avrei molto da dire e alla fine la considero una risorsa intelligente ( sono stato mezzadro anch’io) si era in effetti due imprenditori che a ognuno spettava il suo e, se si era onesti andava bene a tutti e due.
Forse oggi in chiave moderna potrebbe essere una soluzione per l’eccessivo disinteresse verso questa risorsa che sul PIL potrebbe dire la sua.