Quirino che ai ricchi e ai potenti preferiva i poveri, gli “invisibili”

Quirino che ai ricchi e ai potenti preferiva  i poveri, gli “invisibili”

Era un piacere parlare con Padre Quirino Salomone. Quando mi recavo alla mensa celestiniana ,che prima era vicina al consiglio regionale de L’Aquila e dopo il sisma , poichè distrutta la sede, fu ricostruita a L’aquila ovest, i primi dieci minuti erano dedicati alla intervista e poi…ad una chiacchierata intorno alla vita.era un insegnamento per me. La visione della vita non prevedeva mai “l’io” ma il bellissimo “noi”. Guardate questa intervista e per chi non lo conosceva capirete il suo credo, francescano “spinto”

Aveva un profilo alto e un pensiero profondo. Non te lo mandava a dire, era diretto ma giusto. Una bella amicizia durata fino alla sua morte avvenuta pochi giorni fa. Devo ritrovare e poi proporvi i messaggini per gli auguri delle feste .Profondi pensieri che illuminavano semplicemente la mia Pasqua e il mio Natale. Gli dedicai un capitolo del libro “I Mille Abruzzi”. Lo collocai nella sezione degli “invisibili” quei poveri, ma parlo di denaro non dello spirito, che lui amava tanto.

Lo incontrai per un servizio, per parlare ancora una volta della mensa celestiniana della quale è animatore da sempre insieme a Paolino Giorgi, un altro mio mito. Parlammo della “vile moneta”. Quirino non produce una striminzita intervista…no, parla venti minuti, senza nessuna banalità. Lo stress per un giornalista è quello che poi non riesce a decidere cosa deve tagliare in televisione per un servizio che al massimo dura 90 secondi. Padre Quirino coinvolge e convince per tutti i venti minuti.Dice

“I soldi, nel mondo, se divisi in parti uguali avanzerebbero.” Potrebbe essere questa una sintesi interessante del discorso che poi va avanti così. “La carità è un gesto di amore. Quando raccoglievo fondi per le vittime della guerra nella ex Jugoslavia mi recai nelle scuole parlando degli sprechi.

Dicevo che mettendo da parte la fetta di pane che non mangi a pranzo, non è difficile dopo un pò produrre una pagnotta per chi il pane non l’ha. Il mio appello era: datemi qualcosa del vostro eccesso. In ogni famiglia entrano meno buste di spesa di quelle che escono per i rifiuti.

Raccolsi offerte che partirono per la Bosnia con 26 tir. Non ci furono donazioni né da enti pubblici, meno che meno dalle banche. Mi auguro che le banche vadano tutte fallite e che scatti l’elemosina anche per i funzionari…” continua Quirino “prego affinché il Signore vi renda partecipi dello stato di solitudine che scatta dalla povertà. Bernardino da Siena combatté l’usura. Scriveva agli usurai: avete tanti soldi ma non li distribuite. Non sapete cosa significhi la solitudine che scaturisce dalla povertà. Voi vivete per la refurtiva.”

Spero che questa pagina di libro si ritrovi, con un po’di fortuna, tra cento anni.

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