Quella notte…quei ragazzi…che furono definiti “incauti”
Mercoledi scorso è stata la giornata mondiale della prevenzione delle catastrofi. Sempre mercoledì in Giappone si è verificato un sisma di 7.3 di magnitudo. Un bravissimo geologo incontrato ad un convegno del dopo terremoto del L’Aquila mi disse al microfono che in Giappone anche per scosse pesanti, due amanti continuano a fare l’amore al letto.
Sempre nel sol levante dopo il sisma dei giorni scorsi le autorità hanno subito lanciato un allarme via cellulari. La previsione, fortunatamente sbagliata, portava ad un movimento tellurico di 8.0. Gli scienziati hanno detto anche che la probabilità era dell’1 per cento…ma la prevenzione deve avere sempre la priorità.
Veniamo in Italia dove il ministro alla protezione civile Musumeci , sempre mercoledì scorso, ha dichiarato che la prevenzione sismica deve essere una priorità per il governo. Ha detto anche che il fatalismo è un problema degli italiani.
Vi faccio a questo punto una domanda. Mi potete rispondere cliccando sul mio indirizzo e-mail per rispondere : nel vostro paese, cittadina, città, dove vivete, sono segnalate con cartelli verdi i punti di raccolta in caso di sisma? Cerco un luogo dove il piano di prevenzione sismica, obbligatorio per un sindaco, sia concluso in ogni parte.
A L’Aquila, nell’aprile 2009, non c’era. Un piano di prevenzione sismica “educa” i cittadini. Dice che in quel territorio potrebbe verificarsi un movimento tellurico, che sia una semplice scossa o una tragedia come avvenne la notte del 6 aprile 2009 alle 3.32.
E allora, qualcuno mi ha dato del “monotono, sono passati 16 anni per aver scritto “Noi non abbiamo colpe” con la collaborazione di Giustino Parisse, Hatria Edizioni. Devo dire che dopo tanto tempo abbiamo , parlo anche dei genitori della Onlus Avus 2009, un pò di stanchezza.
Manca il giudizio della Cassazione e ad oggi la giustizia ha emesso due sentenze dicendo che quegli universitari fuori sede che cercavano il futuro a L’Aquila, furono “incauti a non uscire dalle abitazioni” che diventarono le loro bare.
Il libro non l’ho scritto a fini di lucro per questo posso permettermi di invitarvi a comprarlo. Servirà all’associazione il raccolto, servirà anche a voi a capire che questo terremoto con 309 morti è stato solo assurdo, si poteva evitare per tutti o per la maggioranza di chi oggi è ricordato tutti i giorni con una lacrima.
Vi propongo un filmato che è una parte di quello raccontato nel libro che vi invito a leggere. E’ su Amazon, il collegamento vi porta sulla pagina di acquisto o in altri store on line o ,meglio, chiedetelo alla vostra libreria di fiducia. Si aiuta “l’eroe” che oggi crede ancora alla scrittura. Potrebbe essere un “combattente” regalo per le feste.
