Quei ragazzi…
Sisma aquilano 2009, sisma in Giappone, l’ultimo il 26 luglio 2026. Nel filmato che vi propongo evidenzio le differenze di “popolo”. Il direttore del centro commerciale di Kusumoto dove si verificarono morti , ha chiesto scusa per non aver “fatto abbastanza”. La commissione Grandi Rischi una settimana prima del terremoto aquilano, non lo ha fatto. Differenza tra due “educazioni”, quella Giapponese e la nostra. Per chiarire le responsabilità , nel Sol Levante , occorrerà un anno. In Italia sono trascorsi 17 anni e un ribaltamento del primo e secondo grado di Giudizio da parte della Cassazione chiederà fino a 10 anni.
Un anno fa depositata la richiesta di riaprire il processo che ha sentenziato “essere stati incauti” per alcuni ragazzi deceduti il 6 aprile 2009 . La procedura prevede che un consigliere della cassazione debba analizzare una sintesi del ricorso e decidere solo se il procedimento sarà analizzato o archiviato. E’ passato un anno, forse ne passeranno due. In caso di discussione intorno al caso , la Corte prende almeno tre anni (e siamo arrivati a 5).
Se tutto procederà bene per i genitori costituitisi in onlus Avus2009, il procedimento si riaprirà in secondo grado invece che a L’Aquila che ha sentenziato colpevoli della loro morte gli universitari occorreranno fino a ulteriori 5 anni. Insomma: sono passati 17 anni, ne servono ora 2 per il pre processo, 3 per la cassazione e 5 per rianalizzare il tutto. Totale 27 anni. Alcuni dei genitori sono anziani.
Ho sposato la causa di quei ragazzi subito dopo il terremoto ed ogni occasione per me è valida per parlarne ancora. Oggi vi propongo una intervista del presidente Avus 2009 Sergio Bianchi e una ricostruzione di quello che successe negli ultimi giorni prima della tragedia.
