“Quando la banda passò”e Franco Farias andò in estasi. Per lui uno strumento musicale era parte di se.
E’ quasi un obbligo associare alla ventiseiesima edizione del Festival delle banda di Giulianova che ha appena chiuso i battenti ad un giornalista stimato e amico fraterno come Franco Farias che se n’è andato troppo presto. L’associazione “Padre Candito Canditelli”, secondo voi, a chi chiese la consulenza nel 2000? Ovviamente a Franco
Il giornalista Rai, uomo di cultura sopra la media, vincitore di concorso nella televisione pubblica e quindi, ovviamente, boicottato dai “giornalisti con la tessera”, aveva una capacità di raccontare qualsiasi servizio , come pregio innato ma aveva alle spalle una vita “piena di note”.
era nipote di un bandista che aveva suonato anche al Meison Square Garden di New York che a sua volta era il padre del padre di Franco, un musicista che creava piacere e creava “pil” per la sua famiglia. E allora il Dna, come si dice, è la carta d’identità dell’erede.
Mettete insieme la capacità di scrivere un servizio televisivo e la competenza di sapere cosa si scrive. Questa descrizione arriva a Franco Farias che in questo servizio vi lascerà a bocca aperta. Direte:” Franco, per favore, ancora”.
