Quando De Carmine e Buazzelli parlavano di teatro , in villeggiatura, facendosi un bagno.

Quando De Carmine e Buazzelli parlavano di teatro , in villeggiatura, facendosi un bagno.

di Mario Giunco

Renato De Carmine è stato uno dei più fedeli ospiti di Roseto, insieme alla moglie Nella Bartoli e ai figli Daniela, Leonardo e Maretta. Riservava all’estate il soggiorno al mare, le lunghe nuotate, gli incontri con gli amici sotto la pineta; ma era anche l’occasione per preparare, nella quiete della Villa comunale, i nuovi spettacoli, che talvolta si potevano gustare in anteprima. Nel 2010 è stato insignito della cittadinanza onoraria. 

Era legato da fraterna amicizia con un altro grande del teatro italiano, Tino Buazzelli, la cui figlia era sposata con un rosetano. Famose le interpretazioni dei due attori al Piccolo Teatro di Milano nella “Vita di Galileo” di Bertold Brecht, con la regia di Giorgio Strehler, in cui, a sere alterne, si scambiavano i ruoli di protagonisti e nella “Bottega del caffè” di Carlo Goldoni, regia di Edmo Fenoglio. Rare le sue apparizioni a Roseto, dove aveva molti ammiratori, specialmente per l’interpretazione del Nero Wolfe televisivo. 

RENATO DE CARMINE (Roma, 23 febbraio 1923 – 18 luglio 2010). Attivo nel teatro, nella prosa radiofonica, in televisione e nel cinema, frequenta, nel biennio 1944/45, l’Accademia  nazionale d’arte drammatica e i corsi del Centro sperimentale di cinematografia. Nel 1948, appena diplomato, esordisce nel cinema in “Fantasmi del mare” di Francesco De Robertis e in teatro con “O di uno o di nessuno” di Pirandello, con lo Stabile di Napoli. Nel 1952 debutta in tv con “Meridiano spagnolo. Vita e opere di Federico Garcia Lorca”, regia di Alessandro Bissoni. E’ tra i pochi a credere nel nuovo mezzo di comunicazione. Il 3 gennaio 1954 partecipa al primo adattamento di un classico del teatro, “L’osteria della posta” di Carlo Goldoni.  Il suo volto diviene noto, grazie ai ruoli in “Piccole donne” di L.M. Alcott, regia di Anton Giulio Majano (1955), “Piccolo mondo antico” di A. Fogazzaro, regia di Silverio Blasi (1957), “La bisbetica domata” di Shakespeare, regia di Daniele D’Anza (1958), “Il costruttore Sollness” di H. Ibsen, regia di Mario Ferrero (1960). Nel 1961 è scritturato da Giorgio Strehler. Sul palcoscenico del “Piccolo Teatro”  è fra i protagonisti  di allestimenti memorabili, tra cui  “I giganti della montagna” di Pirandello, “Il giardino dei ciliegi” di A. Cechov, “L’anima buona di Sezuan” e “Vita di Galileo” di B. Brecht, “Re Lear” di Shakespeare, “La grande magia” di Eduardo. In tv appare in alcuni episodi della serie di Nero Wolf (accanto a Tino Buazzelli), nel serial “La valle dei pioppi”, in “La Piovra 7”, “Linda e il brigadiere”, con Nino Manfredi e Claudia Koll, “La donna del treno” e “Le ali della vita 2”. 

TINO BUAZZELLI  (Frascati, 13 luglio 1922 – Roma, 20 ottobre 1980). Studia recitazione presso l’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove consegue il diploma nel 1946 e inizia la carriera di attore teatrale l’anno seguente nella compagnia Maltagliati-Gassman, affiancato da Nino Manfredi. Esordisce al cinema nel 1948, in seguito appare in più di venti film, talvolta come spalla di Totò e Renato Rascel. Dotato di una voce calda e armoniosa è interprete brechtiamo, insieme a Renato De Carmine, nella “Vita di Galileo”, diretta da Giorgio Strehler, nella stagione 1962/63, al Piccolo Teatro di Milano. Nel 1954 esordisce in televisione, che contribuisce in larga parte alla sua notorietà. Partecipa a “Canzonissima” (1961/62 e 1962/63) e a diversi sceneggiati. Raggiunge l’apice della popolarità interpretando il personaggio dell’investigatore privato Nero Wolfe, creato da Rex Stout, in una serie di dieci telefilm, trasmessi fra il 1969 e il 1971, diretti da Giuliana Berlinguer. Lo sceneggiato raggiunge 19 milioni di spettatori di media a puntata, superando il commissario Maigret, interpretato da Gino Cervi.

Nel filmato che vi proponiamo vediamo i due attori impegnati nella “Bottega del caffè” di Goldoni

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