Quando anche Maradona contribuì al “Pil” di una cittadina turistica che voleva visibilità

Quando anche Maradona contribuì al “Pil” di una cittadina turistica che voleva visibilità

Roseto ha un immenso patrimonio della storia cittadina grazie a Paolo Bruni, telecineoperatore che dal 1956 , partendo dai filmati in politica, girava tutto quello che poteva girare.

Oggi ricordiamo quando Maradona venne a Roseto per fare il tifo per il suo amico Juan Coggi che si giocava sul ring del palasport rosetani2 il titolo dei superleggeri. La cittadina rivierasca produceva tanta pubblicita’ per il suo gran tesoro, il mare che attirava turisti.

Raccontiamo questo attraverso le immagini ma nello stesso tempo facciamo gli auguri per i 90 anni a Mimi’ Di Battista che portò Maradona a Roseto è ancora oggi organizza i campionati di boxe al lido d’Abruzzo di Bruno Ciutti . Boxe, villaggio pieno, turisti e sportivi felici.


Questo il racconto del valido collega Luca Venanzi il primo dicembre di 3 anni fa

ROSETO. Diecimila persone circa in piazza Olimpia e 6mila biglietti venduti per 32 milioni di lire di incasso il 7 maggio 1988 grazie alla presenza al PalaMaggetti di Roseto di Diego

Armando Maradona. Sì, perché il “Pibe de Oro”, scomparso da poco, è stato a Roseto per un giorno in occasione dell’incontro di pugilato, valevole per i mondiali di pesi superleggeri, tra l’argentino Juan Martin Coggi e il coreano Sang Ho Lee. Ma chi riuscì a portare Maradona al PalaMaggetti, nonostante tutte le difficoltà e una partita importante la domenica successiva, il 9 maggio, del Napoli a Firenze? Fu il poliedrico Domenico “Mimi” Di Battista, oggi 87 anni, ai tempi presidente del comitato della federazione pugilistica italiana nonché presidente della asd pugilistica rosetana, che con una lettera «bizzara» (come la definisce lui) inviata all’allora presidente del Napoli calcio, Corrado Ferlaino, ottenne la presenza di Maradona al palazzetto. «Venti giorni prima dell’evento di pugilato», racconta Di Battista, «venne a Roseto l’avvocato Emola di Roma, che collaborava con la federazione di boxe, e mi disse che voleva organizzare a Roseto l’incontro per i mondiali tra Coggi e Lee. Il problema è che ci volevamo ben 150 milioni di lire». Di Battista allora andò in Comune per parlare con l’allora sindaco Claudio Angelozzi e l’assessore Ezio Vannucci: quest’ultimo, in due giorni, riuscì a trovare 90 milioni di lire. «Richiamai allora Emola», continua Di Battista, «e gli dissi che avevo 90 milioni, chiedendogli se andavano bene 90 milioni più l’incasso, altro non potevo fare». Di Battista però sapeva che gli incontri di pugilato non attiravano molto pubblico e allora pensò di invitare Maradona, grande amico di Coggi. «Mi procurai il numero di Ferlaino», continua Di Battista, «ma con la telefonata non risolsi nulla. Allora scrissi una lettera un po’ bizzarra, ma non posso rivelare i contenuti. E così mi diede l’ok per avere Maradona a Roseto». Di Battista subito si attivo per bloccare otto camere al Mion

Grand Hotel (tante ne servivano per il Pibe de Oro). «Maradona arrivò direttamente con la sua Ferrari e le guardie del corpo al PalaMaggetti la sera del 7 maggio», precisa Di Battista, «e non riusciva a passare per quanta gente c’era in piazza e sulla strada. Alla fine riuscii a vendere ben 6mila biglietti, fu un delirio. È un ricordo bellissimo e indelebile».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *