“Pochi ma buoni”, un titolo tristemente ironico per il mondo del volontariato
La mattina, appena alzato, ascolto mentre faccio la barba Prima Pagina , trasmissione di Radio3, che mi racconta, prima di leggerli sul mio Ipad, i titoli dei giornali in edicola. Questa settimana a commentare è Stefano Lampertico direttore di un giornale molto particolare. Si chiama Scarp de’ tennis . Copia il titolo di una canzone di successo di quel genio musicale che fu Enzo Jannacci. E’ supportato dalla Caritas, esce a Milano, costa 3,50 euro che sottratte le spese vanno tutte per aiutare i barbun come vengono chiamate le persone che vivono in strada.
Pochi ma buoni è il titolo dell’ultimo numero che con un pò di amarezza traccia un bilancio della voglia di volontariato in Italia. Questo è un piccolo sunto. Il volontariato, in Italia, è in diminuzione. Il dato è innegabile, lo dice anche l’Istat: il numero di persone che svolgono una forma di attività gratuita per la collettività è scesa in dieci anni dal 12,7 al 9,1%.
Un dato che preoccupa non solo per la riduzione di persone che aiutano con il cuore e gratuitamente il prossimo. Avanzo una mia teoria. Oggi gli italiani hanno subito una involuzione dentro. Pensano più a se stesse, vivono più in solitudine, non hanno la forza di aprirsi al prossimo. Qualcuno odia senza una spiegazione, molti non ascoltano quello che chi è vicino dice.
Da sempre il mondo del volontariato è abitato più da boomer che da giovani anche se, quando questi ultimi si avvicinanoall’esperienza ne traggono sempre dei benefici. E’ successo anche a me. Conosco tante persone “salvate” dal mondo del volontariato che poi a loro volta hanno salvato altre persone che poi hanno salvato…Insomma mettersi a disposizione del prossimo è una meravigliosa catena.
Nel filmato vi racconto di Stefano. Pensate questo servizio è del 2011. Lo conobbi prima poiché amico di un mia amica, Silvia D’Alessandro presidente dei centri per il volontariato e poi perchè fu invitato a raccontare la sua storia al premio volontariato di Teramo. Stefano entra in una comunità terapeutica. Don Gigi il “capo” , un grande che coordinava tanti volontari poi…..seguite la sua storia .
Clicca sotto su Youtube per vedere la storia
