Pillole di libertà
di Maria Matani
Fermati a parlare con te stessa,
lealmente, in modo chiaro e semplice,
inabissati audace fino a trovarti,
riconosciti nelle mani sporche,
nel viso deforme, nello stravaso amaro,
che arriva sulla rima delle labbra colorate.
Non trascinarti sulle scale del tribunale,
i tuoi errori cospargili di fiori,
coprili di parole e gettali al vento.
C’è sempre un brivido nell’abbracciare un tuo fardello,
c’è sempre un piacere profondo conversare con te sepolta.
Voglio uno spazio tutto mio, un tempo silenzioso per ritrovare me stessa oltre il subbuglio dei bagliori artificiali. Voglio dimenticare le adiacenze, le aderenze, le spinosità e stare con me stessa. Voglio indossare il vestito bianco, quello che al corpo restituisce la verità e con esso attendere fiduciosa il domani, come il pastore attende l’alba, come l’amico attende il racconto, come il respiro attende i desideri.
Ci avessero insegnato per tempo a trovare bella e salutare questa bistrattata solitudine, a pensarla amica preziosa, ci avrebbero allenati a trovare tempo per noi stessi per confrontarci con l’altro nostro Sé, a riconoscerlo come il nostro fratello gemello, quello fin dalla nascita tristemente esiliato, imprigionato. Ci avrebbero agevolati a riconoscere un pensiero nascosto, forse vincente, a ridefinire obiettivi e possibili viaggi diretti alla scoperta di mondi creativi e sentimentali, incroci sinergici tra pensieri ed emozioni, le cui traiettorie s’incrociano, astrattamente, sul guscio d’uovo delle opportunità sostenibili, al riparo dal frastuono, nella quiete dell’Io profondo.
Ci insegnassero, ancora adesso, ad essere persone libere nella lentezza e nella affinità con il distaccato cielo stellato, parimenti alla contiguità con il semenzaio fecondo, dove non si è costretti a riempire vuoti con dialoghi, incontri e sguardi mediocri, ma si mette semplicemente a dimora il seme della vita, capace di generare altra vita. Sempre.

Una carezza all’anima, per ricordare ad ogni individuo quanto sia unico e speciale! Un invito ad ascoltarsi per accogliere ed abbracciare quella sensibilità, a volte causa di quei troppi giudizi che si addossano alla propria persona. Semplicemente, un richiamo a volersi bene un pochino di più!
Centrato ❤️
Mai rinnegare se stessi, mai fare di noi, fotocopie d altri. Il tempo passa e opera come meglio crede. Ma noi, la nostra testa, il nostro io sono unici e insottoponibili al giudizio altrui .