Perchè non ci voltiamo mai indietro per capire quello che di buon abbiamo appreso?
Mercoledì scorso non potevo mancare. Alla villa comunale di Roseto. Giovanna ricordava gli ottanta anni del suo compagno di vita, Pio Rapagna’. Un bel documentario , che avevo già visto,ha poi fatto il resto. Dolcezza per Pio nel cuore e amarezza, già amarezza, per quello che Pio ha donato agli altri gia dimenticato.
Non era un santo, come tutti noi,, non era uno statista, era vero, onesto che credeva in qualcosa. Lui amava la gente, lottava per gli ultimi e quello ha fatto per tutta la vita. Il documentario vi permetterà di ricordare il suo percorso ma la cosa importante da dire , ad esempio, è che il traffico pesante non transita più lungo la statale sedici perché lui ne fece una battaglia ambientale e la vinse perché, vicina, c’era tutta la popolazione .
Quello che si diceva fascista, il comunista, il socialista e…il qualunquista avevano sposato una causa giusta per tutti. Oggi si litiga sulle cose che uniscono. Era una esigenza collettiva, popolare quella di dire no ad una situazione che faceva male a tutti, fascisti, comunisti, socialisti, qualunquisti. L’ amarezza che “galleggia dentro di me è che noi non siamo più ” noi ” e non esiste più un “lui” che faccia da collante ai “noi”.
Pio passava con la sua macchina con le trombe acustiche sopra, per richiamare tutti ad una manifestazione, quella dei grandi principi ( il lavoro, il disagio giovanile) ma anche quella di una necessità comune ( i tir che con gli scarichi ti mangiano i polmoni, i treni che costano più di un’auto privata per spostarsi e rischiavano di essere soppressi, le case popolari distrutte dal terremoto e ancor oggi da rimetter su.
E poi le buche sulle strade che se vai in bici cadi, i cartelli di vietato il parcheggio che devi pagare 100 euro e se qualcuno parcheggia, non esiste un vigile che in base al cartello emette una multa). Non ci giriamo più indietro per vedere quello che potremmo portare nel domani.
I giovani sono disincantati , non seguono la politica ma realmente non hanno mai provato. Pio non è stato l’unico sicuramente ma una persona giusta che ho conosciuto e stimato. Chissà se vivesse oggi.
Vi invito a vedere il documentario realizzato da Danilo Feroce. Un documento costruttivo, un finale bellissimo.
