Parco nazionale d’Abruzzo. Una dichiarazione di guerra a dieci lupi

Parco nazionale d’Abruzzo. Una dichiarazione di guerra a dieci lupi

Dieci esemplari trovati ad Alfedena e a Pescasseroli. Una strage di promozioni mai raggiunti prima. A fondo pagina trovate un reportage. Tutti d’accordo studiosi e pastori: i lupi non sono cattivi o pericolosi, quando hanno fame, come l’uomo, cercamo da mangiare. Sull’episodio l’intervento del WWF

Secondo i primi accertamenti, l’ipotesi più accreditata è quella dell’avvelenamento, un crimine che non risparmia nessuna specie. Il veleno resta uno degli atti criminali più vigliacchi, in quanto colpisce indiscriminatamente specie selvatiche, animali domestici e potenzialmente anche gli esseri umani.  

​Il WWF Italia sottolinea con forza che nessun conflitto con le attività umane e nessun danno economico possono giustificare simili atti criminali. Il lupo rappresenta un patrimonio indiscusso della biodiversità italiana e svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri naturali. Colpirlo in una delle aree simbolo della sua conservazione significa non solo uccidere animali protetti, ma persino compromettere la salute degli ecosistemi e cancellare decenni di impegno nella tutela della natura. 

​Questo episodio si inserisce in un quadro sempre più preoccupante. L’uccisione di questi dieci lupi segue di pochi giorni altri gravissimi episodi avvenuti in Toscana, dove due esemplari sono stati uccisi e mutilati. Una sequenza che evidenzia una deriva criminale sempre più dilagante sul territorio nazionale. Questo clima di odio nei confronti del lupo è alimentato anche da decisioni politiche che ne indeboliscono la tutela, a partire dal recente declassamento del suo stato di protezione.

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