Padre David Maria Turoldo, servo di Maria, che piaceva ai giovani

Padre David Maria Turoldo, servo di Maria, che piaceva ai giovani

Santino , figlio dell’indimenticato caporedattore della Rai Abruzzo, Giovanni Verna, è un frate minore conventuale. Segue il blog di “Gigino” e dopo la lettura dell’articolo di Marco Verdecchia ” fuga di cervelli, anzi di persone” clicca qui per leggerlo mi ha proposto un interessante articolo che vede protagonista Padre Turoldo e il suo amore per i giovani .

di Fra Santino Verna, O.F.M.Conv.

Ricorrono i 33 anni della prematura dipartita di Padre David Maria Turoldo, poeta e testimone. Definito “coscienza inquieta della Chiesa” era nato in una povera famiglia del Friuli nel 1916 e battezzato con il nome di Giuseppe. Anche per la vocazione poetica scelse il nome David quando divenne frate dei Servi di Maria, ordine mendicante (quindi come i Francescani), conosciuto nel Santuario della Madonna delle Grazie in Udine, uno dei luoghi mariani principali d’Italia recensiti nel 1987.

Padre David cominciò ad esser conosciuto negli anni della Resistenza e nel secondo dopoguerra, quando dal Card. Alfredo Schuster, Arcivescovo di Milano, dichiarato Beato da S. Giovanni Paolo II, lo chiamò alla Messa più affollata del Duomo, per la predicazione. Profeta di fuoco, come Elia, David narrava, incantava e sconvolgeva, specialmente imprenditori e gente d’affari della Milano ormai lanciata nel boom economico. Fedele e obbediente, David ebbe la punizione di girare in vari Conventi dell’Ordine, e tale disposizione provocò una certa amarezza.

Divenne ancor più famoso quando incrociava la Chiesa del dissenso a Firenze, da frate di comunità del Convento della SS. Annunziata, in pieno centro, culla dell’Ordine dei Servi di Maria, Santuario cittadino. Dal 1954 al 1959 fu a Firenze, con appoggio del Sindaco Giorgio La Pira e fu salutato novello Savonarola. Era la Firenze di Don Lorenzo Milani e Padre Ernesto Balducci, di Enzo Mazzi e Pino Arpioni, di Piero Bargellini e Giuseppe Prezzolini. Una Firenze pullulante di stranieri colti e appena fuori dall’Italia industriale, richiamata dalle gerarchie vaticane perché, a volte, poco incline all’obbedienza. Imago brevis, il caso dell’Isolotto, difficilmente meta del turista se non per l’odonomastica tutta legata agli artisti.

Padre Turoldo ha vissuto la seconda giovinezza nel paese di Papa Giovanni, a Sotto il Monte, proprio all’indomani della nascita al Cielo del Pontefice dell’apertura del Concilio. L’Arcivescovo Clemente Gaddi gli affidò un’antica abbazia benedettina, di non grandi dimensioni, con eponimo S. Egidio, quando l’omonima associazione romana impegnata nella pace internazionale e nell’aiuto ai più poveri, ancora nasceva.

David non fu un trascinatore di giovani del calibro di sacerdoti assistenti di AC negli anni tra la fine della IIa guerra mondiale e l’inizio del Concilio. O di ecclesiastici alle prime armi ai quali veniva affidato il gruppo scout. O forse lo abbiamo pensato così e continuiamo a pensarlo così. Da reconditi luoghi del Mezzogiorno non partivano carovane di giovani per partecipare alla sua Messa all’abbazia di Fontanella e quando la parrocchia organizzava il pellegrinaggio a Sotto il Monte, già prima della beatificazione del Papa buono, non contemplava la visita a Padre Turoldo. Forse preferiva andare più a Est, a Gardone Riviera, per accontentare appassionati di letteratura, gente controcorrente e spiritosi di ogni età, perché l’Orbo Veggente è meno impegnativo di David. 

Ma qui parliamo di “torpedone”, di pellegrinaggi organizzati di uno o più giorni, di un sistema pastorale ben radicato e conosciuto. I giovani anonimi che partecipavano alle Messe e alle catechesi di Padre Turoldo erano tanti. Il giorno seguente, al compagno di scuola o al collega di lavoro, dicevano di aver compiuto una gita in barca sul Benaco oppure un tranquillo pellegrinaggio ad un’antica chiesa di montagna. Dicevano la verità solo a chi la potevano dire. Turoldo era certamente un intellettuale, ma non è vero che l’intellettuale allontana la gente. Né, tantomeno, i giovani, spesso con il desiderio di anticonformismo. E Padre Turoldo non era un conformista, aveva un calore umano sconfinato e dietro a quell’austera corazza del Nord-Est nascondeva un grande cuore abitato dal Signore.

Per saperne di più su Padre Turoldo https://it.wikipedia.org/wiki/David_Maria_Turoldo

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