Non ci resta che piangere, si rideva 40 anni fa

Non ci resta che piangere, si rideva 40 anni fa

Alzi la mano chi non rise per due ore durante il film che Massimo Troisi e Roberto Benigni ci regalò nel 1985. Saper costruire un prodotto vincente passa attraverso la bravura ma soprattutto attraverso la prolifica via della cultura. E cosi la coppia rispolverò “la gabella” alla quale i cittadini, quelli senza potere, erano sottomessi da chi comandava il Mondo: un fiorino.

Il presidente Mattarella mercoledì scorso ricevendo un premio a Marsiglia ha parlato del pericolo di ricadere nel feudalesimo, quello che permetteva “ai grandi” di far qualsiasi cosa sui “piccoli”. La coppia di comici rispolverò con una scena che faceva sorridere, quei periodi bui. L’uomo, anche se non per tutto il “globo terraqueo” ha cancellato quel pensiero retrogrado ma ora vuol fare marcia indietro.

Oggi sta tornando. I dazi, un uomo che decide dove spostare “fisicamente” un intero popolo motivando il tutto con il fatto che “la striscia di Gaza diventerà il più bel lungomare del mondo”, sono la controprova. Benigni e Troisi all’ennesima richiesta assurda di una gabella chiusero la scena con la più classica delle frasi. “Ma vaffa…”

Noi no, non riusciamo più a dirla quella parola così volgare ma che spesso riesce a sintetizzare il momento , o meglio il ritorno ad un momento fortunatamente finito. Cosa grave, non riusciamo a dire quella parola a chi , comprimari senza potere di un pazzo, applaudono e sorreggono quelle “gabelle”, anche in Italia.

Non ci resta che piangere o magari recarsi a sciare ad Ovindoli come ordina la Tiktoker napoletana.

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