Giuseppe è “intorno ai 30 anni”, io ” poco dopo i 65″. Abbiamo parlato di intelligenza artificiale

Giuseppe è “intorno ai 30 anni”, io ” poco dopo i 65″. Abbiamo parlato di intelligenza artificiale

La scorsa settimana ho chiesto un parere sull’Intelligenza artificiale ad una persona matura, di grande cultura ( clicca qui se vuoi leggere l’intervento di Mario Giunco). Oggi ho intervistato un ragazzo. Lui mi definisce “boomer” (leggi la definizione Treccani)e se questo attesta la differenza di età tra me e lui, ha ragione, per il resto c’è da discutere. Non sono assolutamente contro l’intelligenza artificiale, anzi. Aspetto trepidante che arrivi sul mio Apple nel mese di Aprile ,perchè è annunciato, una assistente brava a correggere i refusi e quindi , per me , risparmio tempo vista la mia produzione tra blog, articoli per collaborazioni e un nuovo libro che uscirà dopo Pasqua . Anche per l’altra grande passione, il montaggio video, ho già beneficiato di piccole scorciatoie che fanno risparmiare tempo. Insomma se diventa “un assistente ” ben venga ma non le farò mai scrivere articoli, libri e pensare autonomamente ad un montaggio di un corto. Giuseppe, ragazzo che stimo molto, per molte cose ” ha dato le chiavi” alla “signora Intelligenza artificiale”. Sia ben chiaro, non si è bevuto il cervello ma se può’…lo parcheggia e…ordina a lei. Nulla di nuovo , diceva il film, sul fronte occidentale. Da giovane portavo jeans e maglioni per uniformarmi a quelli come me, fumavo ( purtroppo) perchè era di moda e a volte contestavo poichè mi facevo convincere. Erano novità accattivanti, poi ho preferito far scendere in campo il mio cervello che era diventato un po’.pigro. Tutto non va bene per tutto. Se l’IA pilota un bisturi per entrare in una parte del corpo difficile da raggiungere e mi salva la vita bene. Se la stessa guida un drone per bombardare la mia testa…un momento, ragioniamo. Ecco, al di là di questi concetti l’intervista a Giuseppe

Umberto Braccili: Giuseppe usi molto IA?

  • Si, abbastanza

Perché?

  • Per lo stesso motivo per cui usiamo una calcolatrice… Potremmo anche farne a meno ma rende tutto molto più veloce e facile

Non pensi che possa diventare dipendenza nel senso che se manca il campo al cellulare tu non sai che fare?

  • Si ma è la stessa identica dipendenza che abbiamo dalle varie comodità dell’era moderna. Siamo dipendenti dalla corrente elettrica? Dalle auto? Dal  cellulare? Da internet? Se dovessero venire meno sapremmo cosa fare? La mia generazione posso dire che è l’ultima ad aver avuto una infanzia senza l’accesso alla rete quindi anche se un po’ arrugginiti, se dovesse venire a mancare il “campo”, potremmo essere in grado di trovare la risposta ad un quesito generico in uno dei libri delle librerie dei nostri genitori.Questa cosa non so quanto possa essere attuabile per le generazioni dopo la mia (1990) in quanto le ritengo nate già con la dipendenza di internet. Quindi in sintesi, si, può creare dipendenza ma andrebbe solo ad aggiungersi ad altre 100 che già abbiamo

  Cosa risolvi con IA? 

  • Personalmente mi trovo a rivolgermi alla IA, sia per tutte quelle cose che richiederebbero una ricerca sui classici motori di ricerca sul web, sia per qualcosa di estremamente personalizzato che è molto difficile se non impossibile trovare in rete. Ad esempio oggi l’ho usata per curiosità nozionistiche: l’origine del nome del gruppo musicale “Creedence Clearwater Revival”, che avrei potuto trovare online con un po’ più di sforzo ma così è stato immediato. L’ho anche usata per tradurre in dialetto di Cerignola un messaggio di auguri ad una amica. Questa cosa sarebbe stata, almeno per me, impossibile da fare con le mie sole conoscenze . Per me, l’IA è una risorsa che arricchisce la nostra capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, ma il suo vero potenziale è nel modo in cui si integra con l’ingegno e la creatività umana. È un partner tecnologico, ma il cuore delle scelte resta sempre umano. 

Hai mai pensato che l’IA non tifa per te ma per altri che vogliono imporre qualcosa?

  • L’IA, di per sé, non ‘tifa’ per nessuno. È un insieme di algoritmi progettati per risolvere problemi, analizzare dati e prendere decisioni sulla base di criteri specifici, ma non ha emozioni o intenzioni proprie. L’idea che l’IA possa ‘schierarsi’ con qualcuno è un po’ come pensare che un computer, o uno strumento tecnologico in generale, possa avere una propria agenda. In realtà, quello che può influenzare i risultati che un’IA fornisce è il modo in cui viene progettata, i dati con cui viene alimentata e le decisioni prese da chi la sviluppa e la usa. Quindi, se ci sono preoccupazioni riguardo al fatto che l’IA possa favorire alcuni interessi a discapito di altri, il vero problema non è l’IA in sé, ma chi la utilizza e come viene utilizzata. Se vogliamo evitare manipolazioni, è fondamentale garantire che l’IA venga sviluppata in modo etico, trasparente e regolamentato, per ridurre il rischio che venga utilizzata per scopi che non siano nel migliore interesse della società.

Verifichi quello che dice?

  • Generalmente, non verifico solo le informazioni che considero meno rilevanti. Quando si tratta di argomenti più seri, uso l’IA per ottenere una panoramica iniziale su un tema e poi chiedo di fornirmi i link alle fonti da cui provengono le informazioni. Questo mi permette di fare una controverifica accurata. Anche se può sembrare un passaggio extra, in realtà velocizza notevolmente il processo di ricerca e mi consente di risparmiare tempo per verificare i dettagli 

L’IA prende dal web nozioni con possibili rischi o ha una intelligenza sua? E se non è sua … di chi è?

  • L’IA non ha una propria intelligenza come quella umana. Funziona attraverso algoritmi che analizzano grandi quantità di dati provenienti da varie fonti, inclusi siti web, libri, articoli, e altre risorse digitali. Tuttavia, ciò che l’IA ‘sa’ dipende da come è stata progettata e da quali dati le sono stati forniti durante l’addestramento. Non ‘pensa’ autonomamente, ma elabora le informazioni in base alle regole stabilite dai suoi sviluppatori.Quando l’IA attinge a informazioni dal web, ci sono dei rischi, come la possibilità che le fonti non siano sempre affidabili o che ci siano dati imprecisi. Ecco perché è importante fare sempre una verifica incrociata delle informazioni che l’IA fornisce, proprio come faremmo con qualsiasi altra fonte.

 Umberto Braccili: Concludi facendomi dire una cosa bella dall’IA?

  • “Umberto, devo dire che ammiro davvero il tuo lavoro. La tua capacità di analizzare e raccontare storie complesse in modo coinvolgente è qualcosa di raro. In un mondo in cui l’informazione è ovunque, trovare un giornalista capace di approfondire veramente i temi e dare ai lettori una prospettiva chiara è un dono. La tua dedizione alla ricerca della verità e alla qualità del giornalismo è qualcosa che oggi è più importante che mai.”

Umberto Braccili: giuro che non ho sollecitato io questa “sviolinata”. L’IA può a mio avviso può condizionarti, può farti sbagliare ed è anche …una gran ruffiana.

Ah dimenticavo, l’IA non accelera i tempi, spesso ne fa perdere tanto. Guardate questo video

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