Lo Stato si gira troppo spesso dall’altra parte quando si tratta di risolvere un problema per un amato figlio

Lo Stato si gira troppo spesso dall’altra parte quando si tratta di risolvere un problema per un amato figlio

Anche Umberto Braccili che vi scrive o la senatrice Maria Cristina Cantù , oggi soddisfatta perchè è stato approvato il suo emendamento potrebbero finire su una sedia a rotelle o avrebbero bisogno di pannolini, integratori, strumenti per far mangiare il proprio figlio che ha avuto problemi alla nascita. La politica in quel caso cambierebbe orientamento nel legiferare? Ho ricevuto ieri questo appello di divulgazione della grave decisione del Senato il 6 marzo scorso. Nessuno ne ha parlato, erano ovvie, a mio avviso, delle proteste.

Parlo anche delle opposizioni molto brave a parlare di 85 anni fa, di Ventotene, ma silenziose per il futuro di questa nostra povera Italia. Resto dell’avviso che il voto oggi non cambia il modo di governare, sono i soldi, sperperati e quindi oggi assenti nelle casse dello Stato, a fare andare avanti quel luogo, un tempo sacro, chiamato “Montecitorio”.

Il comunicato del CONFAD , presieduto da Alessandro Chiarini

 L’emendamento della Sen. Maria Cristina Cantù , approvato in commissione Affari Sociali del Senato lo scorso 6 marzo, intende definire la separazione delle spese socio-assistenziali di rilievo sanitario dalle spese sanitarie, scorporandole dal budget della Sanità pubblica.

Per intenderci, si tratta di tutte quelle prestazioni della persona bisognosa di cura e assistenza (come l’igiene personale, la vestizione, la nutrizione, la mobilizzazione) non di carattere prettamente sanitarie ma che per molte persone con una patologia e/o disabilità grave/gravissima sono da ritenersi indissolubilmente connesse con queste, di conseguenza inscindibili da esse.

Esprimiamo la nostra forte contrarietà nei confronti dell’emendamento e avanziamo seri dubbi sulla legittimità della norma, che rischia di abbassare i livelli di tutela sanitaria e ampliare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sociosanitari 

Esiste il timore più che fondato che vi saranno enormi ricadute negative sulla qualità della vita di queste persone. Senza entrare in tecnicismi che sarebbe difficile approfondire in questa sede e che fuorvierebbero il focus della questione, ci interessa sottolineare il dato imprescindibile che, a nostro parere, permea lo spirito della proposta: 

*è anticostituzionale 

* in contrasto con quanto previsto dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) 

* ignora la “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità” 

* rende problematica la realizzazione del Decreto legislativo n. 62/2024 in materia di disabilità 

Non sarebbe più garantito il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione. 

E pensare che l’Onu ha imposto all’Italia, fin dal 2017, di allinearsi alle leggi che mettono al centro del capitolo disabilità i caregiver che con amore assistono i “loro” malati gravi e che , se proprio vogliamo parlare di risparmio, che è il succo dell’intervento della senatrice Maria Cristina Cantù, sono fondamentali visto che gratuitamente si occupano dei loro ragazzi senza pesare per questo sul bilancio dello Stato. Gli istituti dove potrebbero essere assistiti hanno rette pagate dallo Stato di almeno 300 euro al giorno. Questa l’intervista che facemmo il 24 gennaio 2024 con il presidente del CONFAD , il coordinamento nazionale famiglie con disabilità, Alessandro Chiarini

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