L’esperienza che aspettava. Simone innamorato dell’organo va a studiare a Meldorf, in Germania.

L’esperienza che aspettava. Simone innamorato dell’organo va a studiare a Meldorf, in Germania.

del Maestro Carmine Leonzi

Una vita, anche se giovanissimo, spesa per raggiungere il suo obiettivo primario: emozionare con i suoni prodotti dall’impasto delle migliaia di canne degli organi. Canne che modestamente, così come la peculiarità di Simone Di Meo, ubbidiscono alle sue mani e ai suoi piedi che si divincolano elegantemente tra i tasti e la pedaliera e tra le veloci scelte dei registri, per dare vita all’aria dei mantici. Proprio così, perché vedere Simone suonare un “grand’organo” è come immaginarlo incastonato fisicamente al gigante che lo sovrasta.  

Simone Di Meo si è laureato in agosto presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, conseguendo la Specializzazione Biennale in Organo, con lode e Menzione d’Onore. Conservatorio che ha rappresentato proprio il mese scorso a Tashkent, in Uzbekistan, partecipando ad un Festival Internazionale di Organo e riportando un grande successo di pubblico e della critica specialistica. Dopo aver partecipato al progetto Erasmus in Germania e Polonia è ora in partenza per Meldorf, antica città teutonica non lontano da Amburgo, dove parteciperà ad un Tirocinio come “Organista da chiesa”. Avrà di fronte, nel Duomo di St. Johannis Kirche, un organo Marcussen 43 III/P, uno dei più prestigiosi della zona dell’alta Germania. Già a novembre si cimenterà nella esecuzione del famoso Requiem di M. Duruflé che Simone ha avuto modo di cantare, come tenore dell’Ars Vocalis di Roseto degli Abruzzi. E già, perché Simone si dedica da anni al canto corale, come cantore e come direttore, proprio come un vero Kantor, cimentandosi in ogni disciplina della Musica. I suoi ambiti musicali lo vedono anche organista e cantore della Compagnia Virtuosa di Pescara con la quale esegue musica antica e di ricerca.

La sua attività di tirocinio in Germania comprenderà concerti, funzioni liturgiche, canto corale e certamente l’organologia: un’ampia attività formativa che lo porterà, forse, ad abbracciare il ruolo di Maestro di Cappella della Cattedrale tedesca. 

Il suo amore per l’organo lo ha spinto, unitamente ad un gruppo di appassionati e alla Parrocchia di S. Agnese, a trovare le risorse per dotare la bella chiesa di Pineto di un organo di notevole qualità, costruito da Giampiero Catelli di Atri, organista e organaro che prosegue la tradizione costruttiva della città ducale iniziata della famiglia Fedri dai primi anni del Novecento. Con il “Catelli” Simone ha salutato la cittadina rivierasca con un concerto eccezionale, incantando e commovendo il pubblico, prima di partire per questa nuova avventura.

L’augurio che Simone Di Meo possa trovare spazio nella Cattedrale di Meldorf è un po’ sopito dalla speranza di non vedere ancora una “fuga” di artisti verso l’estero. Abbiamo bisogno di musicisti che sottolineano la bravura musicale italiana nel mondo. Proprio come fa Simone.

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