Le “pantherine” determinate e delicate, e … un dirigente speciale
di Mario Giunco e Umberto Braccili e la partecipazione straordinaria di Pasquale Zeppilli
(Umberto) Si lo so, il titolo va spiegato perchè nello sport il termine “delicate” rischia di portare fuori ragionamento. Perchè questa mia scelta. La delicatezza viene dal comportamento in campo delle atlete e, da qualche metro fuori dal campo, dei dirigenti . Insieme hanno creato un capolavoro da due anni a questa parte.
In questo campionato, appena concluso, tutti insieme, hanno fatto stabilire alla cittadina delle rose quella che si chiama “la prima volta”. Sfiorare lo scudetto tricolore nel massimo campionato di basket femminile . E poi l’ambiente creato al palazzetto dove c’erano, spesso, più spettatori della maschile. Tifo corretto, amicizia con le tifoserie che avevano affrontato la trasferta.
Tutto questo viene da una tradizione partita negli anni cinquanta ed io mi faccio aiutare dallo storico roteano Mario Giunco per dimostrare che la classe non è acqua ma tradizione. Ecco il riepilogo di Mario
BREVE STORIA DEL BASKET FEMMINILE ROSETANO
E’ un’antica passione quella per il basket femminile a Roseto. Ne raccontiamo alcuni episodi, iniziando dalla quinta edizione del Torneo “Lido delle rose” (7-10 agosto 1950). Vince la Comense, davanti a Indomita Roma, Fiaccola Trieste e D.F. Piacenza. Nell’edizione del 1951 si impone la Pallacanestro Napoli, rinforzata da Franca e Liliana Ronchetti. Il torneo rosa non è più disputato.
Nel1956 la Polisportiva Rosetana assume la denominazione di Cartegiunco Roseto e disputa il campionato di serie B, ottenendo la promozione in serie A, al termine del leggendario spareggio di Reggio Emilia. La Cartegiunco cerca di dare vita anche a un settore femminile.
Nel 1965 le ragazze della Scuola Media D’Annunzio, con il sostegno del preside Alessio Di Cesare, guidate dal mitico Antonio Narcisi, iniziano il primo vero percorso cestistico e vincono il campionato regionale juniores con le atlete Fazzini, Di Febo, Iannetti I., Fanì, Melchiorre, Trifiletti, Di Pietro, Iannetti M., Aloisi e Di Virgilio. Le risorse economiche non permettono di finanziare l’attività e si costituiscono due società: la Little Stars Basket e la Fiamma Roseto, che partecipano ai campionati di promozione e juniores. La Little Stars, allenata da Narcisi, con Di Febo, Pandolini, Di Bonaventura, Trifiletti, Saporiti, Di Pietro, Iannetti, Aloisi, Petrella e Formica, guadagna la promozione in serie B.
Nel 1972 le atlete della Media D’Annunzio (Mazzarella, Rolli, De Ovidiis, Sbrolla, Di Blasio Caterina, Di Blasio Irene, Di Giosia, D’Andrea, Di Silvestre, Pantalone, Spinelli e Ricci) vanno alle finali nazionali dei Giochi della Gioventù.
Nel 1976 le ragazze partecipano al campionato di promozione e a quelli giovanili, guidate da Narcisi con Dragani, Celommi P., De Santis Rita, Celommi Doretta, D’Eugenio, Quaranta P., D’Andrea Ricci, D’Eugenio, Moscianese Olga, Argentiero Maria, Mastrangelo Licia, Del Nibletto, Ricci, Mastrangelo C., Casini Gentilina, Di Marco Lucia, Coppa Lucia, Sbrolla, Falà, Collevecchio.
Nell’anno sportivo 1976-77 la Little Stars è in serie C.
Sotto il marchio Euroflex le ragazze sono promosse in serie B nell’anno sportivo 1984-85.
Nei due anni successivi disputano onorevoli campionati sotto la guida di Narcisi e De Bernardi con D’Andrea, Di Sante, Ranalli, Bondoranese, Mosca, Paolini, Quaranta, D’Eugenio, Argentiero, Del Nibletto e Sbrolla. Dalle squadre giovanili emerge Claudia Peracchia, che è convocata in Nazionale giovanile. Nel 1988 si ripresenta il problema economico e si cessa ogni attività.
Nel 2004 la Little Stars partecipa di nuovo al campionato di serie B con Piccioni, Fortugno, Fallace, Risetti, Giannitto, D’Andrea Ricci, Marcone, Angelici, Di Marco, Brocco, Di Febo, Brkic, Facciolini, Valeriani, Bartolone, Di Marco, Cori e Centorame. L’allenatore è Luigi De Bernardi.
Poi…è storia recente. Ma, prima del fenomeno Panthers, di strada ne è stata fatta un bel po’.
( Umberto ) Abbiamo raccontato tutto o quasi. Manca citare l’ottimo lavoro dello sponsor e dei dirigenti. A proposito di questi come non citare Pasquale Zeppilli che ha sempre mangiato pane e basket. Lo ricordiamo insieme al compianto Domenico Belisari e soprattutto quando finì in prima pagina su tutti i giornali. Nella gara finale per lo scudetto tricolore maschile a Livorno annullò allo scadere il canestro della vittoria ai padroni di casa che giocavano contro i mostri sacri di Milano.
Lui, non esisteva ancora il replay, fu convinto subito che aveva ragione. In una bolgia infernale diede lo scudetto ai milanesi. Lo intervistai
