L’Abruzzo di Giovanni D’Antonio :Ancarano

L’Abruzzo di Giovanni D’Antonio :Ancarano

Il borgo, dalle vestigia medioevali, è stato fondato in tem- pi remoti (Ancarìa fu città etrusca) e riedificato forse da Carlo Magno.

Inizialmente subì il dominio del Duca di Alba (XVI sec.) per poi passare, nel 1800, sotto lo Stato della Chiesa, retto dal Vescovato di Ascoli Piceno. In seguito passò al Regno di Napo- li e nel 1860 al Regno d’Italia.

Situata in una posizione dominante le vallate del Tronto e del Vibrata, Ancarano conserva antiche porte di accesso: Porta da Monte e Porta da Mare, di stile “gotico”.

La chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna della Pace, conserva all’interno la maestosa statua lignea, attribuita a Silve- stro dell’Aquila, mentre l’altare custodisce un’urna con le reli- quie del Patrono, San Simplicio (1700).

Altra chiesa interessante è quella della Madonna della Mi- sericordia del XVII secolo, mentre quella dedicata alla Madon- na Tonna, la cui festa si celebra il Lunedì dell’Angelo, conserva un’originale forma a pianta ottagonale. Una leggenda vuole che in questa chiesa sia nato il poeta Cecco d’Ascoli nel XIV secolo.

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