La storia artistica di Roseto chiusa a doppia mandata in una cassaforte
La cultura va sempre meno di moda. A Roseto, ad esempio, dagli ultimi giorni di giugno fino a metà Settembre, una sola mostra di opere d’arte che ,per ammirarle si devono spendere 10 € con l’acquisto via web di un ticket e in più , quella mostra costa in partenza alla pubblica amministrazione. Risultato cancellata, come succedeva in passato, la possibilità per un artista di esporre alla Villa Comunale di Roseto. In passato si prenotava un anno prima per un vernissage di sette giorni e durante la stagione venivano esposti più mostre personali.
Si poteva, quest’anno, mettere in mostra le meraviglie di Pasquale, il padre e di Raffaello, il figlio. Parlo dei “pittori della luce” conosciuti in tutto il mondo che hanno lasciato opere ammirate, studiate e …sognate. Il comune di Roseto dopo la “tragedia” della chiusura della villa Comunale , più di sette anni fa, ha quelle preziose opere, parlo tra l’altro del Ciabattino di Pasquale Celommi, chiuse a doppia mandata in una cassaforte di un encomiabile privato.
Si poteva riproporre “il nostro” e non cercare una galleria d’arte di Gabicce con residenza fiscale a San Marino che ha proposto valide opere del Novecento ma sempre lavori che girano l’Italia e non caratterizzano certamente la storia artistica del nostro Abruzzo, men che meno di Roseto
Pasquale e Raffaello Celommi sono apprezzatissimi. Undici anni fa, ad un anno dalla morte di mio padre Gigino organizzai in piazza un…”romanzo roteano”, con tanti ospiti per raccontare le eccellenze di questa terra. Questa la chiacchierata che ci facemmo quella sera con Gigino Celommi,il terzo anello dei” Pittori della luce”
