La poesia nell’uovo di Maria

La poesia nell’uovo di Maria

Buona Pasqua

di Maria Matani

Buona Pasqua ai grandi e ai piccini,

Buona Pasqua ai lontani e ai vicini,

Buona Pasqua ai credenti e agli increduli.

Buona Pasqua a te che con fatica e dolore

ogni giorno rinasci a una vita migliore,

nell’ozioso poltrire dall’altra parte non ti giri

e sguardi felici regali a chi incontri sulle nuove vie.

Pasqua è il tuo sorriso che scende e si posa 

sul fiore dalla corolla aperta e curiosa

e sul vestito stracciato dell’uomo dimenticato.

Pasqua è una brezza che

leggera asciuga una lacrima

e un viso, lieve, accarezza.

Quando senti ininterrottamente, notte e giorno, il crosciare incessante della pioggia e sulle prime ti giri dall’altra parte del soffice cuscino, mentre il ciac-ciac, sonoro e ritmato, ti concilia, magari, quel pizzico di sonno piacevole e ristoratore, a seguire, lo stesso rumore stende un velo di tristezza sul tuo cuore, sconforto e preoccupazione. 

L’acqua scorre vorticosa lungo le strade; i giardinetti prospicenti le case si trasformano in invasi mal desiderati; gli smottamenti determinano difficoltà alla viabilità; i ponti, chiusi o crollati. Paesi franati con case appese sul baratro, fiumi e dighe esondati. Borghi d’altura letteralmente schiacciati sotto un quantitativo di neve impossibile da sostenere, fuori da ogni forma di bellezza e poesia.

E in mezzo a tanti disastri il tic-tac del nostro orologio biologico situato nell’ipotalamo, meravigliosa centralina del cervello antico addetta all’omeostasi corporea, sincronizzato sulla luce solare, prima del calendario appeso al muro sa che stiamo attendendo la nostra rinascita e, pertanto, mal sopporta l’inversione di rotta che punta verso il ventre bianco e freddo, tipico dell’inverno appena andato e comincia, così, a ticchettare forte e a pretendere irremovibilmente l’arrivo della Pasqua.

Pasqua non si accorda con i cespugli imbiancati e neppure con i tanti che stanno preparando guerre capaci di cancellare popoli, sterminare famiglie, affamare bambini.

Pasqua ama i fiori rosa, quelli che ci riportano entro un percorso di gentilezza e di risveglio interiore. Pasqua, con il suo profondo messaggio autentico, scorre lieve sulle emozioni complesse: Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno. E per farlo bisogna prima perderci, abbandonare la nostra vecchia vita e partorire in nuove vite e, questa volta e tutte le altre volte, dobbiamo farlo da soli.

Coraggio, dunque e auguri di una nuova, meravigliosa Pasqua!

2 pensieri su “La poesia nell’uovo di Maria”

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