La poesia di Maria

La poesia di Maria

di MARIA MATANI

Libero di sognare

Ho lasciato libero il mio cuore

di correre dove vuole;

non più cane al guinzaglio,

ma gatto sui tetti

a sussurrare alla luna piena,

a sognare sulla scia di una stella cadente.

Il potere dell’immaginazione

Ho sempre sognato ad occhi aperti, sarà perché sono stata sempre abbastanza sola e gonfia di idee e fantasia, sarà perché quando ho cominciato a strutturare la mia personalità non mi sono potuta focalizzare sul mondo esterno: non avevo l’opportunità di accendere il televisore ogni volta che mi sentivo sola, non potevo addormentarmi con la radio accesa così, escludendo dalla mia vita il baccano esterno, inconsapevolmente, mi sono salvata dal chiasso inutile e depauperante e mi sono affidata ai sogni, sogni come emozioni, desideri nascosti, aspettative.

Mi sono lasciata cullare, prima che dalle braccia di Morfeo, dal dondolio dei ricordi, dalle speranze, dal sogno calmo che si spande nello spazio rischiarato dal crepitio del fuoco acceso nel focolare o dal debole chiaro lunare. Mi sono consegnata ai sogni per perfezionare il mio vivere, per penetrare gli strati profondi della mia mente, per esercitare una ricerca nei miei meandri oscuri, per superare i momenti tristi, per delineare diagnosi e selezionare le adeguate terapie per il mio corpo e il mio spirito.

Un pensiero su “La poesia di Maria

  1. “…a sognare sulla scia di una stella cadente”.
    Questo è il verso più poetico e vero del componimento. Oggi nessuno si esprimerebbe più così, perché non si vive più dei propri pensieri, il proprio sentire è soffocato dall’ apparire per ciò è conforme ad altri e non a noi. Terribile. Chi cavalca la scia di una stella cadente, è destinato a vivere e sentire cose meravigliose.

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