La poesia di Maria: “Pensieri sulle nuvole”
Striature bianche su velature azzurre,
il cielo si lancia in mare.
Il cielo si turba per niente.
Il mare nel profondo riflette
riverbera e medita.
Pensieri sulle nuvole
e se il mondo si dimentica di te,
tu ricordati delle nuvole,
scampoli di mari, esuli in libertà,
esploratori accidentali,
lavoratori instancabili senza paga.
Afferrane la più bassa sull’orizzonte
e sulla spuma sua rugiadosa riposa.
Libera i tuoi pensieri, toglili dalle catene,
e nella rifrangenza delle molecole perlacee
disseminali come chicchi di grano
su terreno sarchiato.
Laggiù, nel groviglio d’autostrade,
i tuoi passi brillano come lucciole d’estate
e in ogni orma già si posa un pensiero gemmato.
Nuvole, nuvole bianche e soffici come ovatta, nuvole come velieri sul mare immenso, nuvole sospese nel blu, nuvole di tempesta: massicce, scure, impenetrabili come sassi. Nuvole ricamate come il velo in pizzo della sposa comprato al negozio dei desideri; nuvole in corsa verso l’orizzonte tormentate dal vento in una giostra senza fato e senza ragione.
Nuvole geostazionarie, paiono dormienti e ferme ma, a ben rifletterci, camminano sopra le nostre teste, accompagnando i nostri passi e i nostri pensieri.
Nuvole rosee al tramonto, si lasciano osservare quando il sole è basso sull’orizzonte e gli ultimi raggi ancora forano l’atmosfera alta e a fatica l’attraversano in tutto il suo spessore, andando incontro ai mangiatori di luce di quasi tutti i colori, mentre, il rosso è il solo fortunosamente a salvarsi e, per la gioia dei nostri occhi, prima che il buio ci avvolga entrano, per una frazione di tempo, negli sguardi degli innamorati o negli obiettivi di fotografi solitari i quali, non riuscendo a condividere l’immensa bellezza, s’inventano condivisioni in differita per la mattina successiva, quando lo stesso rosso torna a salutare tutti noi terricoli ma solo i mattinieri ne hanno contezza.
Intanto che applaudiamo il cielo più infuocato, il tappeto più rosso disteso sulle nostre teste e andiamo a letto felici, il cielo piange le sue ferite: rosso è indice di elevato inquinamento terrestre. La natura è composta da luci e ombre e da nessuna parte del mondo c’è tutta felicità.
Nuvole apparentemente dispettose che vanno ad oscurare la luna, […] Le nubi di tanto in tanto ci danno riposo mentre guardiamo la luna […] ma poi all’improvviso la svela rendendola ancora più bella.
Nuvole che si tuffano nel mare fino a baciarlo; nuvole che tagliano le montagne; nuvole adolescenziali impetuose che giocano a nascondino con il sole; nuvole portatrici d’acqua; nuvole che avvolgono i pensieri tristi e li portano oltre l’orizzonte, oltre il nostro campo visivo.
Nuvole amiche dei venti che da loro si lasciano cullare e trasportare fin sopra il paesaggio amato, quello che dalla nascita ci ha coperto di stucchi colorati e profumati, quello che ci ha spruzzato addosso l’acqua del fiume per lavarci ferite o anche solo per rinfrescarci, quello che ci ha affiancato le anime vive e poi ci ha affidato le anime scomparse, quello che ci conduce, piano, a farci fondere con la terra, le cascine, gli alberi, gli animali e, infine, farci rinascere sotto forma di cespuglio coperto di fiori e foglie verdi a separare i colori ed evidenziare le diverse sfumature.
Nuvole poderose come draghi, capaci di mangiare tutto il male del mondo, nuvole che tracciano strade nel cielo dove si può camminare in sicurezza e senza limiti di velocità.
Nuvole dotte, in grado di offrirci una gratuita seduta psicoanalitica; nuvole come cammelli del deserto, se siamo gentili s’inchinano, si siedono e si lasciano cavalcare e da qualche parte, lontano dalla nostra noia, ci condurranno.
Nuvole sempre in attività, nuvole vecchie, nuvole giovani, nuvole vagabonde. Nuvole da attendere la sera sull’uscio, sul balcone per affidare loro un pensiero d’amore a chi sta da un’altra parte e vedere non possiamo.
Nuvole che si distendono sotto il corpo nostro stanco e cullano il sonno cercato. Nuvole sognate quando la mente non è impegnata e in un’area specifica, il Ponte, prendono corpo in modo autonomo, al di fuori della nostra volontà, in auto gestione cerebrale, creando sceneggiature spaziali. Il cervello vuole giocare e fuori dalle beghe ripetitive quotidiane va a cercare soluzioni fuori mano.
Nuvole che raccontano storie, nuvole con le quali dialogare e alle quali raccontare. Nuvole, nuvole della vita. Ricordo la prima nuvola che ho guardato e mi ha ricambiata, a lei il primo pensiero d’amore nel cielo ho soffiato, pronta lo ha raccolto e da allora sulle nuvole tutti i miei amori sono riposti e, finché le nuvole corrono nel cielo, i miei pazzeschi amori raggiungono ogni dove e io con loro.

Poetico paesaggio termino, non lo vedi con i tuoi , ma con quelli poetici di Maria
Le mie piccole scorribande leggere e gratuite…
Da piccoli ci mettevamo sdraiati sul’ erba a osservare le nuvole ☁️ , per noi era già un mistero quando prendevano forme diverse e la nostra fantasia volava ma non molto lontano dal orizzonte .
Le tue descrizioni mi portano in un altra dimensione.
Si vede che io sono una grande rimasta piccola…
Bella! Bella! Bella! …e se il mondo si dimentica di te,
Grazie ❤️ Anna