La poesia di Maria : “Nel tempo della complessità”
di Maria Matani
Sempre
Ermetico
Monte
Personalizzi
Luoghi
Incasellati
Con
Esagerata
Mai
Eccessiva
Noiosa
Tranquillità
Esistenziale
Nel tempo della complessità semplicemente ci si educa alla poesia, alla sensibilità, alla profondità, all’ascolto, alla immaginazione, all’eco risonante, al respiro dell’anima, all’emozione, all’analisi, alla comprensione, alla contemplazione, alla marginalità, alla dignità, all’ordine, alla gioia, al ritmo, alla luce, all’indispensabile, alla sintesi, allo sconfinamento, all’invisibile, al mistero, all’iperbole, alle parole, alle metafore.
Nel tempo della complessità semplicemente ci si educa e si educa alla poesia, a pensare per metafore. Le metafore aiutano a liberare i sentimenti, a liberarsi di cose altrimenti indicibili, giacché attraverso la metafora non viene rivelato il proprio segreto emotivo, ma solo la sua essenza.
La poesia, quindi, attraverso le metafore, svolge il gravoso compito di liberare l’animo, di alleggerirlo, di farlo tornare a volare.
La poesia emoziona perché è formula magica, è pozione terapeutica, individuale e universale. Può essere scritta da grandi e piccini e da entrambi capita. La poesia ha la capacità prodigiosa di creare ponti, ponti strabilianti costituiti da parole e mistero, amalgamati da ritmo, musicalità, gioiosità e giocosità.
Nella poesia ogni parola, anche la più astratta diventa vitale e vivente e nel momento in cui risuona tra le arcate dentarie si ricopre di potere comunicativo privilegiato e allo stesso tempo si scarnifica fino a divenire essenziale, penetrando ognuno e tutti.
La poesia sa vedere oltre i muri, oltre le porte chiuse, sa immaginare ciò che prima o poi si avvererà, non perché sia capace di attuare un’arte divinatoria, ma perché aiuta a mutare la posizione della luce e conseguentemente a rimuovere le zone d’ombre.
Poesia, sogni e ponti, un trinomio vincente: il sogno viene a darci la poesia e la poesia ci svela una profezia, non un annuncio che viene dallo spazio siderale, ma quello che da dentro ognuno attende. Scrittura e lettura, nei meandri della mente, come gemelle appassionate, realizzano l’arte divinatoria, in una corsa continua, in un ping-pong giocato tra occhi che vedono e cervello che connette e detta, realizzando il presago più assolutamente concreto e fisiologicamente tangibile mai immaginato.
La poesia, altresì, è condivisione e la si offre, non per vanità, ma per verità.
Coltivare la poesia fin da bambini, sicuramente fornisce possibilità superiori per capirsi e capire l’altro e il mondo, sempre più in caotica oscillazione entro sistemi di valori complessi, contraddittori e diversamente insostenibili.

Con le parole si può giocare come si vuole e la poesia non disdegna di servirsi anche di questi giochi. Ma i giochi sono per lo più molto seri, molto più seri di quanto pensiamo comunemente, ed ecco che lì si affaccia la poesia che spesso disdegna il serio per il faceto a diffondere la vera serietà