La poesia di Maria: “l’arcobaleno”

La poesia di Maria: “l’arcobaleno”

di Maria Matani

L’arcobaleno

Vivi il tuo tempo e vivilo tutto,

anche in una lacrima tra le ciglia.

Qualcuno ti rammenta la tua imperfezione

e tu sii indulgente con l’età che va e quella che verrà,

dentro ogni tua stilla versata un arcobaleno si staglia,

uno spettro mancato nel cielo di qualcuno.

L’umanità è sempre in alto

come un contorno perfetto

di cui solo la metà si appalesa

mentre il resto in te brilla coeso.

C’è un libro che racconta, ci sono tanti libri che provano a raccontare. Ah, se bastassero solo i libri! Non ci sarebbero più le aule con le loro campanelle, i banchi, le materie, gli insegnanti e non ci sareste più voi, alunni, che rappresentate il cuore pulsante della Scuola.

Ragazzi. Ogni epoca ha avuto e avrà la sua scuola, ma i ragazzi, stranamente, sono sempre uguali. Voi, giovani di ogni età, possedete la gioia di vivere e volare. Non spegnete il sorriso entrando nell’aula che vi è stata assegnata; amatela, sentitela ogni giorno più vostra.

Sfondate quel grigio soffitto e guardate più in alto, più lontano. Non accontentatevi di imparare ciò che nei libri è scritto, inventate qualcosa di vostro, qualcosa di nuovo, qualcosa di terribilmente innovativo, perché, l’età è quella giusta per creare, per immaginare, per disegnare oltre ogni margine proposto. Sconfinate e perdetevi, avrete tempo per ritornare tra le righe e i quadretti.

Le lettere dell’alfabeto italiano sono solo ventuno, ma le parole che si possono formare sono pressoché infinite e le frasi che potete costruire sono veramente infinite. Questo significa che ogni giorno potete inventare storie totalmente nuove, costruire il mondo che più vi piace. Dipingetelo il mondo che desiderate e fatelo con il vostro stile. Suonate le vostre giornate, senza paura della gioia e neppure del dolore. La vita è un avvicendarsi di chiari e di scuri. Senza il buio non apprezzeremmo la luce, senza le pause non apprezzeremmo il ritmo.

E non dividete mai il sapere in materie. Le materie sono una nostra invenzione per circoscrivere i saperi, ma la vita è una e contiene tutto l’oro splendente che è pervenuto fino a noi dai filosofi, dai letterati, dai matematici, dagli scienziati, arrivati da ogni dove e sono lì, felici di offrirsi a voi e voi non potete deluderli, non potete ignorarli e rifiutarli. Entrate nelle pieghe delle loro gioie e anche dei loro dolori. Dietro un astronomo ritroverete una poesia e dietro un matematico indovinerete un musicista; dietro un letterato scoprirete uno scienziato. Ogni uomo, grande o piccolo che sia, antico o moderno, trascina un pezzo di Universo, esattamente, come voi che siete pezzi di Universo in itinere.

Diventerete valanghe di cultura e lo diventerete, tanto più state bene e state insieme nella classe che vi appartiene e con l’insegnante che, di volta in volta, di ora in ora, vi presenta il mondo, il piccolo spicchio di mondo, compiendo il grande miracolo che si schiude, attimo dopo attimo, sotto i vostri occhi.

Non abbiate paura se vi sfugge una quisquiglia. Non è sempre necessario comprendere tutto al momento. Il nostro cervello è un magico organo plastico, molto più duttile di come lo pensiamo e molto più accondiscendente di una tenera mamma.Il cervello ha bisogno di prove, errori e costanza per trasformare un apprendimento in competenza. E con il trascorrere del tempo e il rinnovarsi delle esperienze, la mente crea nuovi collegamenti e i problemi si risolvono autonomamente, quasi al di fuori della nostra coscienza. La vita è magica e voi siete magici, capaci di stupire e di stupirvi.

Ogni classe è un vascello e tu, studente solitario e inquieto, navighi insieme a tutti gli altri.  Compito tuo è quello di rimanere coeso al gruppo, senza perderlo mai di vista e senza distanziarti troppo dal tuo insegnante che, per quanto ti possa sembrare incomprensibile, ti ama al di sopra di tutti i tuoi errori, al di sopra di ogni tuamarachella, al di sopra della serie lunga di bugie che sai raccontare e della ostinata resistenza che riesci, nei momenti topici, ad opporre.

Sentiti amato, sentitevi amati tutti, perché nessun altro luogo della vostra vita sociale futura sarà pronto ad amarvi come quello della scuola che avete la fortuna di vivere.

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