La poesia di Maria: Ladri di futuro

La poesia di Maria: Ladri di futuro

di Maria Matani

Lettera aperta agli adolescenti

Senti il tuo profumo,

non ti girare, resta dove sei,

non cedere ai richiami della vecchia sirena

tristemente smascherata.

La conosci questa storia,

è misera e puoi ignorarla.

Scopri la tua testa,

squarcia il cencio dai tuoi occhi,

libera le tue narici

e annusa tutto il buono che c’è in te.

Intanto che consumi il tempo in modo non sempre produttivo, offrendoti soddisfazioni superficiali e garantendoti assicurati sensi di colpa, il futuro si trasforma inesorabilmente in passato e l’accumulo di emozioni negative e il rimuginio, cercando di controllare il tutto e il niente, ti spingono a procrastinare tempo al tempo, senza inquadrare responsabilmente nuove prospettive risolutive.

Sei qui a un bivio, sei dove il percorso di scoperta si allarga e si perde tra le voci simil-autorevoli e quelle stolte del coro che ripetono cose su cose senza prima aver afferrato nessuna chiave.

Lo scenario si espande oltre la luce del singolo lampione della ragione, attraverso strade oscure, dove la natura si perde, prevaricata com’è dai tornaconti economici, dal sovraffollamento della società umana in lotta sui limiti delle risorse, dalla violenza dei mutamenti climatici, dalla brutalità delle guerre distruttive.

Forte, in ogni angolo, si respira il delirio dell’immaginario collettivo che tenta di agguantare il benessere proprio a scapito di una reale bioeconomia contro la quale, la continua dissipazione, determina depressioni peggiori, se possibile, di quelle attuali, mentre, questa è l’ultima ora possibile per invertire la tendenza. È necessario cominciare a percorrere strade in salita, senza dubbio faticose, ma necessarie per reinventarsi un futuro atto a ridurre le disuguaglianze e a saldare i conti con il pianeta. L’identificazione dei ladri di futuro deve essere un obiettivo imprescindibile e propedeutico al tutto.

Dei tre tempi imparati a scuola e oramai universalmente conosciuti: passato, presente e futuro, forse non sai che esiste unicamente il presente. Il passato esiste solo nel ricordo, il futuro potrebbe non realizzarsi mai, o almeno, non come quello  immaginato; dunque esiste solo il presente. Pertanto, la cosa che devi necessariamente attenzionare è che il presente non ti venga rubato.

Certo, in momenti di svago puoi anche immaginarti nel mare profondo del passato e tentare di modificarlo partendo dal presente. Puoi, insomma, ristrutturare il passato, così come si può rivoltare un vecchio cappotto, dandogli una rinnovata forma, ma oltre questo non puoi andare, perciò, non perdere troppo tempo a rimaneggiare il passato, né tantomeno a sognare il futuro. Queste sono due azioni dettate dai ladri. Ieri e domani sono due ladri, parimenti al Gatto e la Volpe in Pinocchio, ti rubano l’unico tempo che esiste, l’oggi, invece tu, esamina ciò che arriva man mano che arriva e vai avanti con il tuo profumo addosso. 

Il tuo panorama è tuo, un panorama che non appartiene a nessun altro, solo a te. La vita che vivi è una combinazione di paesaggi, animali e uomini e nessuno può permettersi di rubartela. Eppure, è tutto tremendamente ambiguo, i ladri di futuro da battere, la falsa idealità da beatificare sono storie senza cornice e senza sostanza, e le sagome incerte che ballano all’interno abitano uno stadio larvale permanente che lascia sgomenti.

Sei partito da una osservazione diretta e ora vai avanti zigzagando, cercando di stringere rapporti seri e veri con i grandi, mentre loro a tradimento ti rubano il futuro, il futuro che non esiste già più e allora significa che ti stanno sottraendo il presente. Ragioni, ti inventi una storia per stupirli, tenerli buoni, ammansirli, ma loro oltrepassano la storia, saltano il racconto, rubano gli avvenimenti tuoi romanzati e con gli stessi mezzi ti minacciano, ti mettono al muro, derubano anche la tua fantasia. E allora, fatti furbo, devi essere scaltro, devi evitare di raccontare le storie tue più belle, quelle che vengono derubate, insieme ai protagonisti giovani e seducenti, dagli assetati di fantasia. Se vuoi evitare lo scippo da parte dei famelici predoni, comincia a raccontare storie che muoiono e si riavviano entro altre storie; costruisci spirali multiple, quelle indicanti la ciclicità della vita, quelle che  sbaragliano passato, presente e futuro; inventati un linguaggio alieno, ma perfettamente funzionale per te. Un linguaggio con aggettivi anonimi, sostantivi senza senso e verbi senza azioni. Le tue idee così poste, squadernate in maniera assolutamente arbitraria, non potranno mai più essere sottratte e, soprattutto, la tua esperienza vivrà l’opportunità di accrescersi dentro un humus apparentemente inutile e non appetibile a nessun soggetto altro.

L’inferiorità in termini di malvagità di fronte all’ossuto mondo, instancabile casa di ladri, è pari alla spregiudicatezza con cui gli impostori ti mettono nell’angolo oscuro, dopo averti derubato del tuo mondo interiore simil intellettuale.

La tua storia è storia d’adolescenza rubata e adolescenza resistente. Nel giro di un istante l’alibi nel vivere e l’alibi del vivere è divenuto qui e ora. I sogni stesi sui fili che ti sono stati donati li hai finalmente riconosciuti impossibili a viverli in altri tempi, mentre devi viverli qui e ora, senza paura; devi viverli prima che il tempo si capovolga, prima che oggi diventi domani e prima che il domani possa trasformare gli eroi in capi oscuri e le energie di oggi in apatia del domani, incapaci di animare relazioni private e pubbliche.

Di fronte a tutte le possibilità future, preferisci essere quello che sei e sei carico di volontà, sei giovane impetuoso, sei nullatenente, ma hai la forza dell’oggi e non fartela rubare dai ladri di futuro.

2 pensieri su “La poesia di Maria: Ladri di futuro”

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