La poesia di Maria : “La Rosa d’inverno”

La poesia di Maria : “La Rosa d’inverno”

Prossimità 

E comincio dalle spine.

Spine arcuate, robuste e distanziate,

spine piccole, dritte e fitte;

comincio dalle spine a cantar le tue bellezze.

Spine allineate sull’intero fusto,

intervallate da foglie alternate,

ovate, seghettate, anch’esse spinate.

All’ultimo salgo al bocciolo.

Non esistono distanze in un bocciolo di rose:

petali di velluto si raccontano le loro storie

e nel mentre si dischiudono,

sognano il loro futuro impalpabile.

E tu, austero qual sei, esci dal tuo recinto

 e vola sui petali socchiusi di una rosa spinosa,

sfiorala come rugiada sospinta da zefiro sa fare,

 annulla le distanze tue in un bocciolo di rose,

ché i tuoi occhi già sono rose rosse.

Io sono la rosa d’inverno.

Sarebbe troppo banale per una rosa fiorire durante i giorni di maggio; rosa tra rose, rose tra mucchi di rose, rose tra spine vigorose, foglie spinose e boccioli di ogni gamma e di ogni posa. Rosa tra colori variegati, rosa tra forme difformi, rosa tra profumi esagerati. Rosa sicuramente bella, eppure, circondata da rivali, ossessionata da disequilibri, da invani richiami, da superflui e toccamenti vari.

Sono belle, sono tutte belle le rose di maggio, ma quale raccogliere non è facile cogliere, quale pigliare non è immediato indovinare, quel gambo è troppo corto, quel rosa è spento morto, meglio il giallo che m’attanaglia, ma il giallo è gelosia e non voglio che attecchisca in casa mia; una rosa viola è sicuramente superiore, ma sarà di certo un po’ cupa e quella rossa è rosa d’amore, ma la mia per te non è passione, è solo una bella amicizia quella che a te mi lega in assoluta delizia.

Io sono la rosa d’inverno, solitaria nel giardino esterno. Giardino spoglio con grande albero disadorno, attorno solo zolle ingrigite dal bigio cupo della nebbia da lupo; cenerino il cielo, color asfalto bagnato opaco. Raggi di sole rinserrati oltre la cortina dei pensieri bui, oltre gli steccati delle parole gioiose dimenticate, oltre le tende smontate della gelateria blasonata. 

Io sono la rosa d’inverno, quella cresciuta al riparo del muro di cemento, che con austerità e poca signorilità, mi ripara dai venti tremendi. Poso solitaria sullo stelo ossuto, coriaceo, quasi secco, dal colore a prima vista dolce cioccolato, se non fosse così pericolosamente aculeato; nessuna tenera foglia a mitigare tanto seccume, solo in alto, su, su un bocciolo rosso, rosso amaranto, da quattro sepali fasciato; eppure i miei petali sono fini, morbidi, vellutati e leggermente profumati. Poso solitaria come una diva temeraria, senza tema di strafottenza, né concorrenza; sono qui, sono fuori stagione, ma non per questo senza una ragione: tutti mi guardano, mi spiano nel vento freddo e tra le gocce di pioggia che mi rendono ancor più bella, luminosa, nell’atmosfera grigio-perla.

Dondolo leggermente il capo con eleganza, ammicco un buongiorno ai distratti frettolosi, un amichevole, salve, ai passanti abituali, che poi significa, “sta’ in buona salute”, monito sicuro per un augurio informale e quanto mai ideale in tempo di malattie influenzali; ciao, ai bambini imbacuccati e con gli zaini affardellati; buona giornata, agli impiegati di banca dai conti assillati. 

Che ottimo modo di iniziare la giornata per me che sono una rosa nata, solo apparentemente, nella stagione sbagliata.

3 pensieri su “La poesia di Maria : “La Rosa d’inverno”

  1. La rosa d’inverno è l’immagine della resistenza. E il periodo è quello adatto. Tra le varie giornate di ricordo e memoria, la rosa d’inverno ci riporta alla speranza.
    Le spine sono le difficoltà, grandi o piccole sul cammino dell’uomo, i petali che compongono il fiore, la luce della vita che torna sempre e sempre tornerà, fino alla fine.

  2. Un’immagine particolare quella che l’artista ha voluto presentare: l’unicità che si nasconde anche dietro qualcosa di apparentemente “fuori stagione”. Difficile avvicinarsi ad una rosa d’inverno: ci pone davanti a mille domande, ma se tra tutte decidessimo di ascoltare la voce della curiosità, allora ne riscopriremo un qualcosa dal valore inestimabile… qualcosa che va oltre l’apparenza e che sarà, a tutti gli effetti, un valore aggiunto alle nostre vite.

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