La poesia di Maria

La poesia di Maria

di Maria Matani

Il viaggio

Sono tornata

a passi stanchi e brevi

sono tornata

con i piedi tumidi entro scarpe consunte

sono tornata

con i pensieri rivoltati

sono tornata

dopo camminamenti distratti e inconcludenti

sono tornata

oltre il valico stretto

e l’accesso biometrico ci sono io che aspetto

e io sono tornata.

Io non so inventare, so solo argomentare, spiegare le mie tesi a qualcuno con cui entro in dialogo, qualcuno che si presta ad una conversazione, ma quando non esiste nessun naso dirimpettaio, allora uso il mio profilo, parlo con me stessa e, ti posso assicurare, sono assai severa con l’altra me stessa che crede di sapere tutto di me e, pertanto, mi risponde con sufficienza e poco impegno convinta com’è di abbattermi già nelle prime fasi del nostro inconsueto dialogo.

Quel naso piantato non di fronte, ma a novanta gradi sul mio viso pieno non sa,però, che dovrà rispondere a tutte le mie domande con dovizia di particolari e con precisione esemplare. Lei è chiamata in causa in qualità di testimone di me stessa, hail dovere giuridico e morale di rendere la mia testimonianza a me stessa, riferendo solo il vero.

Ti avvali del diritto di riservatezza? No, non sei una professionista qualificata e neppure un congiunto di me stessa. Paradossalmente, per quanto prossimi, anzi, in quanto troppo prossimi, non siamo proprio nulla l’una nei confronti dell’altra. Perfetti estranei. Quindi rispondi alle mie domande, senza indugi, senza caparbietà, senza supponenza, come persona informata dei fatti, senza esprimere valutazioni e punti di vista. 

Bella, le domande oggi le faccio io e tu, diligentemente e rispettosamente, dichiara ciò che sai.

Sono alla ricerca di me stessa, un viaggio profondo e significativo. Sono alla ricerca di desideri e valori, di prospettive. Sono alla ricerca di un ritratto di me, lontano da ciò che gli altri dicono, lontano dalle influenze esterne e dalle altrui aspettative. È per questo che in questo processo di esplorazione profonda, ho intrapreso il mio dialogo con te. Solo tu potevi aiutarmi a rintracciare la chiave del ritrovamento di me stessa. Lo capisci, vero?

Questo nostro dialogo, sorto tra me e me, mi porta a divenire più consapevole dei miei pensieri e delle mie emozioni. Sediamoci nel mio angolo tranquillo, ascolta il mio respiro e ascolta attentamente le domande che io ti pongo. Cosa mi appassiona veramente, quali sono i miei valori reali, cosa mi fa stare bene. Ti sembrano domande difficili, assurde, inutili? Calma, tu devi solo rispondere e non giudicare, questo te l’ho già detto. Presta attenzione alle mie emozioni, piuttosto, e dimmi come reagisco ad esse, dimmi se il modo di affrontare i miei sentimenti è costruttivo o infruttuoso.Fammi capire se e in quale maniera le attività creative che metto in atto mi permettono di entrare in contatto autentico e profondo con me stessa.

Restituiscimi dei feedback sinceri sulla mia persona e come la vedi. Offrimi una tua prospettiva, che per una volta almeno sia, per quanto a te possibile, esterna. Tu sai, quanto tutto ciò è indispensabile, per ritrovare me stessa. Essere consapevole delle mie emozioni mi aiuta ad identificarmi. La crescita personale è un viaggio infinito, una continua evoluzione e tante più lotte intentiamo e tante più sfide accettiamo, tanto più la nostra identità ne esce coesa. 

Ciò a cui resisti persiste. Questo l’ho appreso, per questo ti chiedo l’aiuto a una maggiore comprensione di chi sono. 

Ciò che può essere sviluppato deve essere sviluppato. Anche questo ho appreso e ne sono fermamente convinta, al punto di chiedere la tua cura e il tuo senso di responsabilità nei miei confronti, in questo mio viaggio fatto di pazienza e impegno, nel guardarmi dentro, dove tante volte regna il buio e necessita di chi dall’esterno invii un fascio di luce.

Illuminami, conoscimi, intuiscimi, comprendimi e poi corri a dimostrarmelo e sarà mia cura falsificare tutto ciò che può essere falsificabile e poi ricominciamo ancora per sempre.

Un pensiero su “La poesia di Maria”

  1. Il viaggio interiore è quanto di più arduo si possa compiere. Maria ci offre l’invito a tornare in noi, per noi. Ascoltare il silenzio che dialoga con noi

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