La poesia di Maria: “Febbraio e le sue complessità”

La poesia di Maria: “Febbraio e le sue complessità”

Febbraio arruffato

e coraggioso

il freddo caccia via,

le giornate stira verso l’alto

e linee d’argento oltre i monti spande.

Febbraio impulsivo

tra i rami rinsecchiti

con coriandoli di speranze

nell’aria mutante

a nascondino gioca

ravvisando fiori sui rami

prima che essi vi spuntino.

Febbraio è come un fanciullo dalla madre portato per mano, al suo fianco cammina impetuoso e travolgente, deciso a cercare una scusa per scappare via, ruzzolare, infangarsi, prendere a calci un sasso, rincorrere un gatto, perdersi dietro il volo di un passero.

Febbraio rompe le catene come il bucaneve rompe la neve; l’iris e le viole con i loro petali d’ametista colore generano salde connessioni mentali e di cuore, mentre, a promuovere prosperosa energia positiva ci pensa la magica Calendula dal colore giallo arancio, emblema naturale di comprovata vitalità. Febbraio è passione vigorosa che scuote forte ogni cosa.

Febbraio ride e piange, febbraio risorge; febbraio, travestito di turchino, acqua sparge per creare nuova vita. Febbraio nella sera porta luce, febbraio fastidioso per chi non sa quanto è bella la volubilità.

Febbraio si attacca ai rami prima che le foglie spuntino; febbraio con il profumo sottile entro la bocca socchiusa sparge uno sbuffo odoroso in ogni angolo cespuglioso; febbraio, fasciato nel bozzolo dell’esistenza, è pronto a schiudersi in un qualsiasi momento: nel sole, nella pioggia o nel vento perché la fantasia è la sua esistenza.

Febbraio con l’acerba primavera portata tra i denti tenta l’agguato anche al furbo merlo, seducendolo ad intraprendere una costruzione anticipata del nido nascosto e inaspettato tra il fogliame fitto e tiepido di una vecchia siepe di Lauro nell’area soleggiata.

Febbraio con l’inquietudine addosso a fatica trascina vitalità esasperata e nervosismo smodato, nel cielo le nubi aggroviglia e le spinge in esplorazioni fuori carreggiate. Febbraio, con il cielo a fisarmonica, vola sulle note basse e su quelle alte, accoglie e respinge per tempi brevissimi gioie e dolori e restituisce un mondo che da tutto si allontana e a tutto si avvicina accendendo e spegnendo fuochi d’impazienza.

Febbraio come un bambino ci viene incontro parlando una lingua incomprensibile, declinata in forme sintattiche alterate, iperboliche e folli che si svuotano e si sostanziano in esplosioni repentine.

Febbraio spirito libero, creatore e sognatore, da sempre ramingo se ne va alla ricerca di mondi opposti, le persone curiose rapisce e le proietta verso il futuro, oltre i confini, tra le braccia scomode della libertà.

2 pensieri su “La poesia di Maria: “Febbraio e le sue complessità””

  1. Febbraio spartiacque tra inverno e primavera, coriandoli e gemme nascoste pronte ad esplodere. Brava, Maria.

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