La poesia di Maria: emozioni all’alba

La poesia di Maria: emozioni all’alba

di Maria Matani

Una lucina accesa nella notte

attende la purpurea aurora.

Dormi. Dormi tanto, dormi bene

al suono caldo della ninna nanna,

chiudi gli occhi e sogna tutto il creato

e dietro le palpebre dipingi sogni e vita.

Domani, prima che esse si schiudano,

con le mani afferra i sogni tuoi più belli

tra le ciglia intrappolati e serenamente

portali nel mondo a giorno illuminato.

Tutto ciò che sogni, presto o tardi si avvererà.

 

Emozioni …

Linguaggio delle parole.

L’emozione passa attraverso la pelle e arriva fino al cuore. In realtà le emozioni investono il piano fisiologico, comportamentale e cognitivo. Secondo studi scientifici sappiamo che il cuore non sarebbe coinvolto nella percezione delle emozioni e pertanto il famoso “Tuffo al cuore”, “Mi hai lasciato con il cuore spezzato”, o ancora, “Esplodere il cuore di gioia”, in realtà sarebbero tutte frasi metaforiche, mentre all’origine delle sensazioni elencate, ci sarebbero meccanismi biologici ben precisi. 

Le emozioni sono prerogative del cervello.

Un nervo cranico che arriva fino all’addome sarebbe responsabile nel causare le sensazioni di dolore, pesantezza e nausea, derivanti da ansia, paura e rabbia, Tali sensazioni sarebbero indispensabili per preparare il corpo ad affrontare situazioni stressanti, regolando il sistema nervoso e cardiovascolare, mentre l’amore, sembra essere, percepito in tutto il corpo.

Alla fine degli anni ottanta del ventesimo secolo, Paul Ekman, psicologo statunitense, pioniere nel riconoscere le emozioni, concluse che le emozioni universali sono sei: rabbia, disgusto, paura, gioia, tristezza e sorpresa. Inoltre, da studi effettuati presso popolazioni di culture diverse e non letterate, in modo stupefacente rilevò che tutte comprendevano le stesse espressioni facciali e da qui nacque la teoria Neuro-culturale, ossia, specifiche emozioni generano corrispondenti programmi espressivi, mentre su questi ultimi si stratificano poi i vari condizionamenti culturali, distinti su quattro livelli, Intensificazione, Attenuazione, Inibizione, Mascheramento.

Oh, benedette emozioni! Entrate, entrate nel mio essere e affinché voi possiate entrare, il mio guscio dovrò rompere. Il mio uscio disserrare, le mie finestre spalancare, sì che voi possiate permeare. Gli occhi sbarrerò, l’udito tenderò, le narici dilaterò, la bocca spalancherò, le mani tenderò, si ché attraverso ogni membrana vi assorbirò e con ogni cellula vi fagociterò, con l’intento ultimo di convogliare, voi emozioni responsabili di azioni e comportamenti, alla mia centrale elettrica biologica, il cervello.

Le emozioni non necessitano essere spiegate, basta viverle. Se siamo persone vere, ogni giorno, accanto ai pasti principali, apparecchiamo vassoi di emozioni, crude, cotte, fredde, calde. Emozioni a tutte le ore e per iniziare, una poesia a colazione.

L’alba, però,  è il luogo e il tempo prediletto per le emozioni rosee. All’alba i nostri sogni sono ancora caldi e mentre riposano ancora dormienti sul cuscino, si stemperano con il fresco mattutino, generando le emozioni più sublimi.

È necessario alzare le tapparelle, scansare le tende e orientarsi verso est, in quel punto preciso dove, astrattamente, sorge il sole. Non avere fretta, aspetta il momento giusto, il sole si leverà con tutta la sua potenza, con l’immensità luminosa, aprendoti alla speranza. L’alba contiene energia.  Come l’energia contenuta in un germoglio capace di generare nuova pianta, così l’alba altro non è che il germoglio di un nuovo giorno, di una nuova emozione.

L’alba è un uovo che contiene la vita, essa contiene il principio di una nuova avventura, è l’ora prima, in cui tutti i nostri sentimenti si sostanziano in speranza. All’alba cominciano i lavori, si riprende consapevolezza del proprio respiro e nella luce si ricompone il corpo, scomparso alla coscienza, seppur per il breve tempo del sonno ristoratore.

L’alba regala, a chi l’attende, una polvere di stelle.

Nota di Umberto Braccili.

Lo dissi anche a te.Questo blog non ha padroni.Ognuno che ha il piacere di donare una emozione ha le chiavi di questo spazio. I tuoi “regali ” fanno bene, maggiorati dal fatto che entri in te stessa e riesci a trasmettere la beltà del tuo animo, il tuo pensiero,. La cosa non è banale in una società che esagera nell’affidarsi al pensiero degli altri.Il web dovrebbe servire solo a questo .Sciocchi sono quelli che pensano che il Mondo non giri perchè alimentato da questi soffi di vita. Grazie

5 pensieri su “La poesia di Maria: emozioni all’alba

  1. Aprire gli occhi su un’alba fulgida ci fa toccare i sogni più belli. In fondo, i sogni sono viaggi inconsapevoli che accompagnano la nostra vita. La scienza ce li spiega e e ce li rende possibili.
    Ma noi lo sappiamo già che, a volte, li potremo toccare

  2. L’alba come preparazione dell’animo alle emozioni che la giornata ci regalerà: ognuna di esse acquisterà bellezza e positività vista attraverso lo sguardo di ciò che muore per rinascere con una luce più intensa. La tristezza non sarà invana, la paura porterà con sè il coraggio, la gioia non rimarrà effimera!
    La filosofia orientale fa dell’ammirazione del sorgere del sole il suo punto di inizio e di ritorno: è un continuo cammino verso i sogni affinché, come disse un grande scrittore, ogni giorno “succeda sempre qualcosa di meraviglioso”!

    1. Quante cose sa Benedetta, ingegnere con una vasta cultura umanistica.
      “Mi sembra di avere due teste, due cervelli…”
      Come il grande poeta, Leonardo Sinisgalli, amava dire di sé

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