La poesia di Maria : “Come alberi”

La poesia di Maria : “Come alberi”

di Maria Matani

Capolino sferico, goccia di sole in terra,

l’inverno scacci a colpi di profumo delirante

e di racemi gonfi occulti le argentee foglie

che, in una notte, lampi sleali il tuo orgoglio

hanno spezzato. Non piangere, albero

sensitivo! Cieli futuri di te si fregeranno

e quel dì insieme ancora di certo saremo

e, con giudizio, affrettiamoci lentamente.

E fu in quel momento preciso che il fulmine illuminò la stanza buia e il tuono scoppiò fragoroso, che lì fuori, qualcosa cambiò prospettiva.

Sopra la chioma biondo-miele le saette spaccavano il cielo come un cocomero che cade rovinosamente dal camioncino dell’ortolano e si sfracella sull’asfalto.

La luce, anche tra tuoni e lampi, procedeva con passo costante e il giorno, ignaro, tornava a splendere, svelando l’ovatta gialla sparsa a terra, quali proiettili soffici e inermi tra la ghiaia arrotondata e scheggiata.

Povera mimosa, che ogni anno sfida il sole nella corsa più veloce lungo l’affannoso perielio! Sola sei rimasta a combattere la terribile battaglia, mentre i mandorli, furbescamente spogli, non oppongono resistenza e si lasciano attraversare dalla furia del vento, dalla minacciosa pioggia e nessun fiore rosa pallido può essere attaccato e staccato dai rami brulli che, solo a giusto tempo, si trasformeranno in nuvola leggera e profumata.

Più tardi, più tardi, il mandorlo saggio in una notte si colorerà e, passeggiando tra i vialetti, una testa rovesciata all’indietro, mirerà il succo della rinascita, dolce come il latte schizzato dai seni della mitica dea.

Ora, che la tempesta è passata, solo stelle oltre i rami spogli e foglie bipennate richiuse come pugni a imprecare la malasorte e a piangere di dolore nel freddo della notte. Le parole, anch’esse, cadono chiuse, prive di sonorità, mute, sul giardino morbido dalla tempesta battuto e anzitempo sfiorito, con sordo rumore cadono come mesti rintocchi.

Solo due parole risuonano, dando vita a un monito, festina lente, affrettati lentamente!                       

3 pensieri su “La poesia di Maria : “Come alberi””

    1. Sì!
      A volte sono i fatti a dar vita alle parole; altre volte sono le parole ad inserirsi nei fatti. Si scelgono il loro sito e vi si incastonano come pietre preziose ❤️

  1. Mi hai condotta per la mano dentro la giostra della natura. Ho superato la tempesta e le ombre delle chiome spettinate.
    In quel frastuono ho udito un’orchestra magnificamente diretta più che qualsiasi stonatura! Ho ascoltato quelle parole cadute, sai, non erano vuote, erano farcite del mutismo del dolore che rimbalzava dentro di esse!
    Splendida Maria, meravigliosa scrittrice!
    Orgogliosa di avere la mia ombra accanto alle corde della tua arpa!
    … grazie, Loredana! Mia splendida lettrice 🙋🏻‍♀️

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