La poesia di Maria

La poesia di Maria

Con passione

Trama allentata resisti,

occulta il filo cedevole.

Specchio di cielo risplendi sempre,

misericordia cadimi addosso,

stendi la tua ombra sulle mie ossa,

soffiami sul viso, fammi sentire vivo.

Alito umano dischiudimi gli occhi,

piccola luce sfiorami la fronte,

recami un po’ di calore indiscusso

e con passione, sulle strade del mondo

cammineremo, per un tratto appagati.

 

Dicembre, tempo della carità

Scendevi lenta lungo una scalinata interminabile ed erta con il carrellino della spesa.

Io l’avevo già fatta la mia spesa, cose quasi inutili, o meglio piccole cose assortite che sarebbero servite a dare sfogo alla mia creatività, impossibile da recintare.

Camminavo svelta, mi accingevo ad intraprendere la scalinata, il percorso più rapido, seppur ripido, quella che mi avrebbe condotta alla mia automobile; sarei tornata a casa.

Intanto che allungavo il passo, con le mie buste leggere, tu scendevi a fatica, con la destra attaccata al passamano, mentre con la sinistra sorreggevi a fatica l’ingombro voluminoso, che saltava il gradino al tuo fianco con un rumore sordo. È stato un lampo, avrei potuto tirare dritta; tu chiusa nel tuo cappotto grigio non guardavi certo me, eri troppo attenta a superare il percorso travagliato; ti ho guardata a distanza e prima di avvicinarmi, dal basso ti ho chiesto se potevo aiutarti. Stupita, hai sollevato il viso dai tuoi piedi e l’hai posato su di me.

Il manico del trolley è passato dalla tua alla mia mano, l’ho sollevato al di sopra dei gradini, era tutt’altro che leggero; di corsa ho fatto le scale all’incontrario, fino al piano terra e poi, sempre di corsa sono tornata fin dove ti eri fermata a riposare un po’. Il tuo viso fresco e pulito si è aperto in un sorriso di gratitudine e tante parole dolci, come una cascata di fiori, mi sono venute addosso. Quel gradino è stato testimone dei nostri sguardi che si sono incrociati, senza filtri; ho tolto gli occhiali per meglio raccogliere e regalarci le espressioni reciproche dei nostri occhi.

L’altro secolo, mentre trotterellavo accanto a mia madre, nei tempi in cui ci si spostava da una parte all’altra senza mezzi, ma con il solo apparato locomotore, gambe forti e meno forti, gambe giovani ed anche vecchie, gambe sofferenti, che andavano nei campi a scavare patate, cercare erbe commestibili con le quali preparare una minestra; si lambiva il bosco alla ricerca di legna secca, buona da ardere e altre volte, ancora, si era costretti ad affrontare tragitti ben più impegnativi, come quello del mercato del giovedì.  Gli abitanti dei paesi del medio Vomano scendevano, infatti, in quel giorno a valle, per realizzare con i loro prodotti poche lire con le quali comprare prodotti di primaria necessità. Il percorso, tutt’altro che agevole, li costringeva lungo chilometri di salite, discese, strade sterrate, polverose d’estate, motose d’inverno e passerelle su torrenti pieni e impetuosi in primavera. Su quelle strade battute veniva trasportata ogni povera cosa capace di trovare un acquirente: le fragili uova, formaggio pecorino, caldi e rumorosi polli debitamente per le zampe legati, pesanti fascine di legna scelta di bosco. Tutti generi debitamente alloggiati in canestri, trasportati in un equilibrio fatto di sapiente esperienza e duro allenamento quotidiano.

Lungo queste vie ho appreso la misericordia, è stato questo il tempo della carità, quando la mia mamma, piccola ed esile, franca e generosa, forte e immediata, lei in cammino accanto ad altre donne, conosciute o sconosciute, giovani o meno giovani, ha testimoniato a me ignara del peso, del dolore e della fatica, quanto fosse importante dividere il carico.

Io non agivo allora, guardavo e forse neppure capivo; adesso capisco e a volte mi capita di agire. 

Con questo non voglio dimostrare nulla, ma riaffermare l’umanità tra due esseri che si incontrano per caso, ieri sulle strade di campagne e oggi lungo una scalinata di città, in un giorno soleggiato di dicembre, nel tempo della carità.

Un pensiero su “La poesia di Maria

  1. Ogni cosa viene dal passato. Ogni sentimento positivo, ogni buona azione. Tutto viene da un passato ricco di povertà, sembra un ossimoro, ma è la verità. La misericordia nasce dalla consapevolezza della fatica e del bisogno e il bisogno, unisce e la fatica aiuta la condivisione. Oggi Maria ce lo ricorda, ci riporta una memoria antica….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *