La poesia di Maria
Ma la poesia serve a qualcosa?
di Maria Matani
Poesia
è restare stupiti
come di notte
a guardar le stelle.
Silenzi pieni di parole e parole fatte di silenzi che ti restano addosso come un respiro, dando forma ai sogni, alle attese, alle ferite.
Dapprima c’è il caos interiore da cui prende forma la Bellezza. Le emozioni profonde, quelle dipinte di nero con gli occhi iniettati di sangue e cerchiati di giallo, si lasciano addomesticare dalle parole che si trasformano in metafore e piano diventano immagini seguendo una mappa personale. Le parole escono dall’Io sommerso e si spalancano tra righe e spazi, liberando prospettive inimmaginabili.
Ma la poesia serve a qualcosa?
La poesia è come il sottile strato di gas nobile intrappolato tra le due lastre di vetro di particolari finestre. Poesia appare come un niente. Dentro la sua intercapedine si distende trasparente, nessuna forma economica riconoscibile, niente di barattabile, niente di scambiabile. Se proviamo a scalarla con gli strumenti del profitto provoca vertigini, tanto è vuota di convenienza.
La poesia è gas nobile, Argon ozioso che si spande tra le corde della cetra del dio Apollo evocando immagini in grado di favorire l’introspezione, la calma e l’equilibrio. Ben lo sapevano sciamani e sacerdoti che intonavano poesie per il benessere della tribù.
Ma la poesia serve a qualcosa?
La Signora non serve. Semplicemente, la nobile signora restituisce tempo interiore; regola la vita spaventosamente furiosa sui binari della lentezza e della profondità; stimola il dialogo con noi stessi; garantisce l’esistenza di cose sussurrate; educa allo sguardo, all’ascolto, al dubbio. Dall’alto della sua regalità, la poesia ci insegna a restare umani.
La poesia, ruvida o lievissima risuona in tutti, oggi come ieri e oggi lascio che risuoni la melodia di Emily Dickinson, la poetessa statunitense dell’ottocento che visse e morì dentro una stanza ricavata all’interno della sua grande dimora, tutta chiusa e tutta sola, intenta a coltivare la sua poesia e a guardare la vita, che ogni stagione si rinnovava, dalla sua finestra, il grande occhio spalancato sul parco.
Alla sua morte, la sorella trovò all’interno della sua stanza-dimora che l’aveva accolta e custodita come una chiocciola nel suo guscio, oltre millecinquecento poesie, tutte inedite.
Acqua, terra, solitudine, angoscia, morte, amore, neve, eternità, pettirosso, questi i temi e i soggetti sui quali la tenera Emily aveva affinato la sua mente, teso le corde del suo cuore, misurata la sua sensibilità, arredato il suo edificio interiore e, alfine, costruito quel delicatissimo intreccio di metafore e simboli che hanno approdato a una poetica sublime, che si distingue per un linguaggio trasgressivo capace di accostare concetti astratti a quadretti quotidiani.
Nella solitudine Emily lasciava le quattro mura e si spandeva, parimenti al gas nobile, in ogni dove, occupando tutto lo spazio possibile e immaginabile, abbandonando il superfluo necessario e penetrando Bellezza e Verità…
Morii per la Bellezza, ma ero appena
composta nella tomba
che un altro, morto per la verità,
fu disteso nello spazio accanto.
Mi chiese sottovoce perché ero morta
Gli risposi “Per la Bellezza”
“E io per la Verità, le due cose sono
una sola. Siamo fratelli” disse.
Emily irrobustisce il libro della sua fragile vita fino a diventare antigravitazionale, tanto s’innalza e tanto leggera appare. Angoscia esistenziale ed asprezza rivelate con la limpidezza dell’acqua del torrente di montagna che rotola e canta mentre s’appresta a scendere a valle, pur sapendo cosa laggiù l’aspetta…
Addio alla vita che ho vissuto
e al mondo che ho conosciuto
….
Ora sono pronta ad andare
Ma la poesia serve a qualcosa?
La poesia serve a dare forma alle emozioni, a scavare dentro le grotte del mondo, a scavare la nostra anima, a renderla leggera e mai superficiale. La poesia rimpasta l’uomo e lo fa lentamente e pazientemente attraverso linguaggi omeopatici, collegando il nostro Io a quello degli altri e lo fa in libertà espressiva, linguaggio complesso cullante, ricordi, rime e ritmo, caratteristiche tutte propedeutiche alla Bellezza e alla Verità.
Ma la poesia serve a qualcosa?
La poesia non serve a qualcosa in termini materiali, ma serve a qualcuno in termini spirituali e scriverla o leggerla è uguale.

La poesia serve a rapportarci al nostro io più intimo. La poesia siamo noi, se cominciamo ad ascoltarci. I poeti ci aiutano in questo esercizio