La poesia di Maria
Celeste
La strada che mi conduce a te è celeste.
Celeste è il verde delle foglie prezioso,
celeste è il profumo che s’impiglia tra i capelli
e si spande tra i lini fruscianti nella notte spalancata.
Il sonno, padre dei sogni, mi abbraccia leggero
e cauto mi posa sotto un manto di azzurro stellato,
mentre io, audace, inseguo la soffice fragranza celeste.
Dicembre, tempo del dono
E l’ultimo raccolto è il profumo.
Natale, non ho bisogno di nulla da comprare, entro nel bosco adiacente casa e di odori mi inebrio. Un tripudio di profumi: resine, muschi e funghi. Fragranze di foglie secche, note legnose e balsamiche; foglie chiazzate d’acero, noccioli, querce, prugnoli spogli, ginepri dalle foglie aghiformi adornate di bacche cobalto mi passano accanto, mi sfiorano, mi scrutano e io li annuso, li carezzo, li conquisto, li attiro, li attraggo.
Note di terra umida, legni ambrati, odori del sottobosco distensivi, brucanti di vita impercettibile, ricchi di linfa rigenerante.
L’ultimo raccolto dell’anno è il profumo, quello che ti porta lontano, ma parimenti riporta vicino al tuo cuore l’adorato bosco, le favole sue più belle e il dono, fatto di tempo da donare e da ricevere.

Celeste ….io penso al cielo, alla primavera, all’alba. Maria pensa al Natale, al bosco, ai profumi, ai doni dell’inverno. Tutto è dono, anche il Celeste
Celeste per me è primavera, alba, cielo terso. Per Maria un ultimo dono dell’inverno, profumo di bosco. Tutto è, comunque, sono. Celeste….