La poesia di Maria
di Maria Matani
Il gioco del silenzio
E torni, bianco inverno, mite e solitario!
Torni ad insegnare la voce che tace
e nelle mute armonie si esprime
tra templi imbiancati, silenti ariose alture
e valli perdute sotto il grigio polposo.
Perché parlare?
Il sogno si nutre di tacito silenzio
e di voci lontane
e poche parole che dal profondo evaporano
e tutto si perde e si ritrova
nel viaggio di un Dio perso tra le stelle.
Stasera mi è tornato alla mente il gioco del silenzio.
È un gioco che ho praticato in un tempo assai lontano, quando noi bimbi, venivamo invitati dalla maestra a rimanere in silenzio il più possibile, senza fare rumore e senza muoverci. Vinceva colui che rimaneva immobile più a lungo.
Il silenzio è assenza di suono, eppure, in questa assenza totale e totalizzante, dentro di noi si scatenano i migliori dialoghi tra mente e cuore.
Quando smettiamo di parlare, concentrandoci esclusivamente su noi stessi, riusciamo a sentire la nostra voce, che per i più è una perfetta sconosciuta.
Il silenzio è un concetto fisico e reale, è uno spazio che ci regaliamo, un luogo importante e prezioso, come prezioso può essere un piccolo giardino in una bella casa. Il parallelo tra silenzio e giardino è aderente, infatti, mentre il giardino è quel fazzoletto di terra atto ad accogliere piante, fiori ed alberi che insieme prosperano una sinergia, nel silenzio interagiscono accoglienza, ascolto e parole in una collaborazione tale per cui il risultato finale è superiore alla somma dei loro effetti individuali.
Nel silenzio, infatti, accogliamo al meglio l’altro, ascoltiamo attentamente le opinioni altrui e generiamo le parole, ovvero le portiamo in vita nel momento preciso in cui ne abbiamo realmente bisogno.
In un mondo basato sulla connessione spropositata e sul rumore esagerato, recuperare il proprio spazio interiore, il proprio giardino fiorito e privato è prodigioso. Mettersi in silenzio, in particolari momenti e per tempi definiti, è un atto rivoluzionario che non serve solo a misurare e fugare le nostre paure, ma a prepararci alla complessità del mondo.
Il silenzio può essere visto come una risorsa, uno strumento di crescita che induce e stimola lo sviluppo e la concentrazione. Del silenzio anche il nostro fisico ne beneficia, il cuore rallenta i battiti e il sistema nervoso si placa, così che i nostri pensieri si dipanano e meglio raggiungiamo la capacità di focalizzare l’attenzione su un pensiero specifico, ignorando le distrazioni e arrivando in profondità.
Concentrarsi sembra facile, in realtà è molto difficile; è un obiettivo che si raggiunge con faticoso allenamento, ma porta a traguardi importanti. La concentrazione ci conduce ad eseguire ogni cosa con maggior consapevolezza, a ponderare ciò che abbiamo e ciò che ci manca e questo, concretamente, si traduce nello sviluppo del senso di gratitudine personale nei confronti della vita, cioè ci fa essere felici di quel che abbiamo e di ciò che siamo. Tante volte la felicità è un processo ponderato, piuttosto che una reazione immediata.
Interessante, tuttavia, è la scoperta che per rallentare la frenesia, il caos e frastuono quotidiano, prima di tutto bisogna condurre una vita a contatto con la natura. Tutti abbiamo sperimentato come, passeggiando in un bosco o in riva al mare o in un altro qualsiasi luogo naturale, il tempo letteralmente si ferma, i nostri sensi rimangono rapiti dagli esseri viventi che incontriamo, siano essi animali o vegetali; i profumi ci avvolgono, l’aria ci accarezza e il silenzio ci ristora.
Se frequentiamo l’ambiente naturale con costanza, ne usciamo purificati e rigenerati come l’acqua che, infilandosi tra le rocce porose, lascia in esse le scorie e riaffiora pura e arricchita.
Il gioco del silenzio è il teatro muto di una comunicazione antica di fecondità interspecifica.

In natura ascoltando il silenzio ci rendiamo conto che il tempo non esiste, come afferma anche la scienza di oggi, grazie Maria per questa riflessione .
Grazie 😘 Teresa
Il silenzio dell’inverno diventa irreale. Quello della neve è, a volte, assordante. Il nostro dialogo interiore ne giova, come dice Maria, ma solo se lo lasciamo parlare
Grazie 😘 Gina