La poesia di Maria

La poesia di Maria

di Maria Matani

L’essenziale

Una lucina accesa nella notte

attende la purpurea aurora.

Dormi. Dormi tanto, dormi bene.

Al suono caldo della ninna nanna,

chiudi gli occhi e sogna tutto il creato

e dietro le palpebre dipingi sogni e vita.

Domani, prima che esse si schiudano,

con le mani afferra i sogni tuoi più belli

tra le ciglia intrappolati e serenamente

portali nel mondo a giorno illuminato.

Tutto ciò che sogni, presto o tardi si avvererà.

 

Sostanzialità

“l’essenziale è invisibile agli occhi”

E allora in questo mondo dove tutto deve essere toccato, provato e poi gettato, riscoprire il bambino che è dentro di noi, recuperare le verità semplici, ma profonde, che partono dal cuore e arrivano ai cuori, possono generare un altro futuro.

Nella mia infanzia non mi sono addormentata sulle parole delle belle favole, di racconti fantastici, di dolci storie di grandi ricci abitanti di boschi incantati, o libri illustrati di re conquistatori, regine che governavano i mari della terra o principesse capricciose; no, nella mia umile dimora con erano presenti libri di tanto valore e nessuna voce avrebbe, peraltro, saputo leggermi siffatte storie, sì tante lontane dalla realtà. 

Nelle lunghe serate invernali, rischiarate dalla fiamma di un grande camino e da quella più fioca, eppure efficace, di una lampada a carburo, posizionata nel punto più strategico della cucina, ho ascoltato invece,  in una narrazione orale, dalle voci opportunamente modulate dei miei genitori e nonni,  storie parimenti avvincenti, racconti istruttivi, reali e talora fantastici, veri e propri insegnamenti che, con lievità si spandevano nell’aria intiepidita dalla fiamma gialla del fuoco, accarezzavano i visi di noi bimbi, baciavano le bocche nostre socchiuse e tenevano aperte le palpebre fino all’attimo prima in cui il sonno ci sorprendeva.

Improvvisamente, poi, si è conclusa l’era delle storie appenniniche tramandate oralmente e, per un attimo, ci è sembrato fossero sostituite da quelle scritte su bellissima carta patinata e di accattivanti illustrazioni corredate. Sarebbe stato tutto perfetto, senonché, nelle fredde cucine, seppur ampiamente riscaldate, sono entrati strani oggetti, capaci di produrre un continuo rumore di fondo. 

Grandi e piccini da quel dì a quei dispositivi sono ancora connessi,  passando passivamente e in maniera del tutto occasionale, da un tema ad un altro, in una baraonda di parole e immagini, capite, non capite, intuite, distorte, deformate, pericolose, allusive, volgari, aggressive.

Nel frattempo Il Piccolo Principe, la toccante storia allegorica, adatta a piccoli e grandi, la storia tradotta in oltre trecento lingue del mondo, disseminato di frasi evocative, capaci di accrescere le pieghe dell’animo dei piccoli e di rintracciare il fanciullino che sempre dimora in noi adulti, in grado di offrire un differente punto di vista, nel frattempo,  Il Piccolo Principe se ne resta polveroso in soffitta.

Quante belle e semplici letture sarebbero capaci di restituire a ogni oggetto, a ogni luogo, a ogni essere vivente una propria dignità e un significato profondo per sé e per l’altro diverso da sé, senza possesso in una convivenza armonica, anche alla luce dei “no”, sillaba dall’incredibile valore educativo!

“Possiedo un fiore che annaffio tutti i giorni”

E tu, cosa regali tutti i giorni al tuo bimbo?

Un pensiero su “La poesia di Maria

  1. Una ninna nanna, un invito alla speranza e a non mollare mai i propri sogni.
    Come sempre, Maria aggancia con fili tenaci i bimbi di allora e quelli di oggi. L’infanzia e la fanciullezza sono uguali, ma i messaggi mutuati sono diversi. I sogni sono ancora tali, ma il frastuono è tanto.

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