La poesia di Maria
di Maria Matani
Donne e sogni
E mi rivedo piccola,
più piccola che piccola,
io lucida e di te colorata,
piango sulle tue grida,
la bocca, affamata
in un risucchio di aria,
si deforma mordendo
il muro trasparente come fosse consistente.
Aria dolce, aria stracciata a morsi,
aria scomposta e ributtata,
aria risucchiata come nettare di fiore,
aria pura, incontaminata.
La prima aria del tuo mondo
che mi hai regalata.
Il sogno è donna, si schiude nella mente ad ogni ora del giorno e della notte e all’istante porta speranze ininterrotte. Il sogno è tutto racchiuso entro una goccia, una goccia che se ci credi può diventare mare. Una goccia rugiadosa capace di inturgidire un singolo bocciolo o di contro mutare in mare, dove perfino la zattera più stanca può navigare.
Le donne sognano fiori e vento; da sempre per necessità hanno sognato, per abbattere gli ostacoli che alti si stagliavano come palizzate intorno alle loro vite, dagli uomini incatenate. Sognando si sono conquistate un cielo azzurro ove volare anche rimanendo prossime al focolare.
Donna, ti diranno che sognare è un atto di pura immaginazione, tu non tremare, sognare è il primo gradino per stare, per stare nella prima persona singolare del presente indicativo del verbo ausiliare. Il rimedio, la trovata toccasana, il riparo e la salvezza non è sognar di meno, ma sognare a livello massimale, sognare e risognare, perché la vita inizia sempre con un sogno e il sogno è il nostro carburante eccezionale, quello capace di muovere degli uccelli le ali e di una donna le mani.
Donna, questo lo sai, hai imparato a sognare quando hai iniziato a giocare alla mamma e poco importa se poi mamma non lo sei diventata, sei mamma sempre e comunque e in una mamma ogni sogno s’infiamma. La mamma sogna nella notte buia lo splendore delle stelle e di giorno la luce riposante di una nuvola che scherma il sole accecante.
Donna, senza sogni sei materia bruta, inerte, violenta e ostile; senza sogni sei idea in dispensa, piccola compressa tristemente alloggiata in plastica termoformata, sigillata. Senza sogni sei oltre la vita.
Sogna Donna, e continua sempre a sognare, nel sogno ritorni nel tuo mondo particolare, quello in cui nessuno senza il tuo permesso può entrare. I sogni ti decorano i palmi delle mani, ti spianano le rughe della fronte, ti rendono libera nelle scelte, ti indicano la via, perché tutto ciò che nella vita reale devi fare, in sogno già l’hai fatto.
E non ti arrovellare nel tuo eterno dibattere tra sogno e mondo reale, la vita intera è chiusa in una goccia che riflette un sogno e il sogno apre i muri, costruisce ponti, induce arcobaleni, realizza strade, suscita canti.
Donna, chiudi gli occhi, sprofonda nel sonno e il più bello dei sogni ti comprenderà. E anche quando sei sveglia, tu lo sai, stai sognando uguale e anche se sogni di non sognare, tu sempre un sogno stai a fare. Quel che conta, conta e racconta e dolcemente alla luce ti conduce.
Lascia ai cosiddetti uomini concreti tutti i momenti inquieti, le leggi e i divieti, le diete e i segreti obsoleti; prediligi sempre e in ogni maniera i tuoi voli alla capinera, le corse sulle vie del cielo e come chicco di grano il sogno tuo angolato lascialo cadere nel terreno sarchiato, anche lui sotto la neve sognerà beato e a primavera sbucherà appassionato.
Ogni sogno precede un’idea e ogni idea cela un sogno.

Stavolta, non c’è commento, nulla che la poesia non abbia già detto
🩷🩷🩷
… Un omaggio alle donne, in una forma diversi a cui si è abituati: tenerezza e dolcezza alla base di una vicinanza così sottile ma salvifica!
Perché a volte si ha solo bisogno di qualcuno che ci ricordi che abbiamo ali per volare!
🩷🩷🩷