La poesia di Maria
Piccolo fiore
Portami un piccolo fiore in un minuto vaso
cinto di foglie dal colore verde brillante
e lo accoglierò come gioiello raro,
lo collocherò alla luce migliore,
lontano dalle fonti di calore,
al riparo dagli spifferi micidiali.
L’abbraccerò con lo sguardo gioioso,
a lui donerò cure, attese e riposo
e fiduciosa aspetterò il nuovo bocciolo globoso.
Portami un piccolo fiore vagabondo
e sarà mio compito concedergli
ogni anno un vaso poco più rotondo.
La mente ha bisogno di pace, il cuore ha bisogno di gioia, l’anima ha bisogno di sogni.
La natura umana ha bisogno di fiori.
Avere piante in casa non è solo una scelta estetica, ma una scelta che mira a promuovere benessere mentale, fisico, curativo.
Le piante, pur non avendo un vero e proprio sistema nervoso, sono organismi cognitivi, infatti, reagiscono ai diversi tipi di luce, percepiscono profumi e distinguono i diversi tipi di contatto quando vengono toccate.
Personalmente le accarezzo, le sfioro, le coccolo, porgo loro acqua, vitamine, le posiziono alla giusta luce, al giusto raggio di sole, alla adeguata compagnia. Non le ignoro, non potrei.
La mattina, seppur frettolosamente, le saluto riproponendomi maggiori dedizioni nel pomeriggio. Osservare la loro crescita mi aiuta a ricreare un legame forte e duraturo con la grande madre natura, portando, fin tra le anguste mura di casa, il benessere verde tipico dei boschi, quello che aiuta a ridurre lo stress e a promuovere, di contro, una sensazione di calma e benessere.
Aria salubre, giusta umidità, armonie di colori, fragranze naturali semplici ed equilibrate, ultrasuoni. Oramai, gli scienziati lo hanno svelato, le piante dialogano profusamente mediante segnali elettrici che viaggiano lungo i vasi conduttori di radici, fusto e foglie e, attraverso tale sistema, l’intero mondo verde instaura dialoghi intraspecifici e interspecifici. Tali variazioni elettriche sono state convertite, recentemente, in segnali udibili anche da noi umani.
Il cerchio si è chiuso. Il linguaggio degli organismi autotrofi − fatto di segnali elettrici che si manifestano sotto forma di ultrasuoni − è stato convertito e reso udibile da noi eterotrofi.
Grata alla Scienza, in grado di stabilire reti, comunicazione, trasferimenti di saperi.
Grazie a quanti si adoperano, onore alla dura vita dello scienziato, ma io ora torno alle foglie generose, grandi, piccole, semplici, composte, lanceolate, ovali, aghiformi, palmate, lobate, cuoriformi.
E torno ai fiori, fiori di tutti i colori, dal bianco al rosa, rosso, viola, giallo, azzurro. Fiori a cascate, fiori che durano tutta una estate, fiori resistenti al torrido caldo, fiori che rendono la casa bella e profumata, fiori pregiati, fiori che sbocciano a gennaio come Calendula e Ciclamino. La Calendula officinale e il Ciclamino tuberoso dai fiori delicati, fiori odorosi; fiori del Semprevivo, che riescono a resistere anche sotto la neve; orchidea, il fiore più elegante in assoluto, un tocco di raffinatezza nell’angolo luminoso di casa, aggiunge luce alla luce, fiore portafortuna, di buon auspicio, in particolare nella varietà a fiori viola, il quale colore sembra sia capace di recare felicità, migliorare le relazioni e apportare felicitazioni.
Fiori economici, Garofani, Gerbere e Ranuncoli, sono i meno costosi, i più festosi; vivono sui balconi, affettuosi, graziosi. In primavera torna la Primula, la pianta che primeggia sul male, la vita che risorge dopo la morte. Ombrelle, capolini, grappoli di tutti i colori, da disporre a mezz’ombra, i cui fiori si fanno largo tra le foglie carnose – ovali dal colore verde cupo con la pagina inferiore pelosa – sbocciando uniti in mazzetti, originariamente gialli, attualmente ibridati in colori porporati. Primula instancabile continua ad offrirci fiori di ogni foggia per un mese ed anche oltre, purché siamo attenti a non creare ristagni, a togliere foglie ingiallite, fiori secchi e a scegliere una zona bella fresca e in buona compagnia delle sue amiche di sempre: la balsamica Calendula, la romantica Begonia e la magica Erica sue amiche di …foglie e terra.
Oltre le palpebre chiuse, gocce luminose dai buchi delle tapparelle mi sorridono e m’invitano al nuovo giorno; sotto la lamina cribrosa delle fosse nasali, il nervo olfattivo, autonomamente raccoglie le fragranze del tuo piccolo fiore che mi hai regalato.
Apro gli occhi e ci sei.
Buongiorno Vita.

Scienza e poesia osmotiche……
In equilibrio tra scienza e poesia…