La poesia di Maria
Vivere per raccontare e raccontare per vivere, ma sempre con un tocco di poesia
di Maria Matani
Domani ti ho perso,
sì perché verrà domani
e io ti perderò.
Domani, in una limpida
e tersa o grigia giornata
ti avrò perso come si perde
il sorriso in un pomeriggio piovoso.
Ti perderò domani
senza accorgermi di averti perso
prima di aver riflettuto sulla
tua possibile indubbia perdita.
A te posso raccontare senza fare attenzione, senza giustificazioni, a te foglio bianco, posso dichiararmi senza ipocrisia e senza palizzate; posso a te offrire il mio mondo interiore, perché so che mi accogli così come sono.
Con questa certezza, così io scrivo e non è poco. Ti scrivo a mano, lasciando che ambedue le mie mani corrano sul foglio, bianco come un prato coperto di neve. La destra conduce la penna, la sinistra governa il foglio e insieme appongono segni e congiuntamente, come un pianista sui tasti bianchi e neri, le mie mani allegramente danzano la musica che esse stesse scrivono.
E gli spartiti più veri e melodiosi, cupi o pensierosi a due mani li scrivo sul foglio candido, lasciando che le mie emozioni si liberino in volo e arrivino fino a te. E ogni nota è un viaggio, un viaggio che si tinge della bellezza dei ricordi futuri, tanto più il vagabondaggio diventa fuga dalla realtà solo apparentemente immutabile.
La tela dei pensieri, generando desideri, danno vita alle eterne aspirazioni, pervenendo oltre i limiti delle risorse ambientali disponibili, oltre le possibili vie liberatorie, che le capacità umane, fatte di creatività e fantasia possono generare.
Fuochi sulla collina nella notte disperata, orizzonti idonei ad accendere vivibilità in un ripensamento profondo dell’essere umano: vivere nel presente con tutta la nostra carica vitale fatta di pensieri ed emozioni fortemente collegati tra loro e l’intero sistema – uomo entro il quale siamo radicati come piante in un vivaio.
Le nostre radici interconnesse reclamano cooperazione aldilà di tutto il possibile, compresa la capacità di sopportazione reciproca. Se oggi si ha la forza di accettare che la migliore relazione non è quella delle persone perfette, ma quella in cui ognuno rispetta i difetti dell’altro e ne ammira le qualità, “domani non ti ho perso.”

Sulla carta, nulla è perduto. Tutto si ritrova a saper leggere…. domani
Bellissimo commento…
poetico 👏👏