La poesia di Maria
di Maria Matani
Doni pagati
Non farmi troppi regali, vita, non farmi troppo felice,
perché ora lo so, i regali, vanno doverosamente restituiti,
è la vita che lo chiede, la vita dispone che un dono ricevuto
vale, alla banca osmotica del bene, un dono tuo maggiore.
Tardi l’ho imparato e metto in conto la mia contropartita,
fosse anche per sanare un vecchio dono oramai scordato.
Piccola spiaggia petrosa − custode di acqua dolce che rapida scorri tra le ripide gelate, facendo ai pochi tuoi esploratori amare il giorno estivo come un fugace sogno sospeso tra il verde, che copioso ti crolla addosso e lo spicchio di cielo stretto come una garza celeste, atta a coprire lesioni mai guarite e il corso dell’azzurro acquoso di millenaria fattezza − ti ho ritrovata oggi, come un sogno, in un granello di polvere negli occhi, che impedisce la giusta visione e ti costringe allo sfregamento ripetuto, tra gli accumoli delle cose perdute, inutili, senza peso e senza pregio.
Quando le giornate finivano troppo in fretta, in te, fiume di montagna, m’immergevo nel tentativo effimero di fermarle nell’acqua ghiacciata quelle giornate tristemente errabonde, illudendomi di trasformare i giorni in secoli, vivendoli nello spazio di un minuto, l’ultimo, quello appeso all’attimo prima del tramonto.
Oggi, dopo un quarto di secolo, mi sono immersa nella faggeta sovrastante il fiume, quella che si specchiava nella tua acqua limpida e pareva crollarti addosso e, nella scalata disperata fin verso la vetta, ho sperimentato un giorno stravagantemente lunghissimo.
Nulla è un regalo, tutto è un prestito, ora lo so, l’ho imparato. I regali che la spiaggia petrosa mi porgeva su vassoi cristallini li ho pagati, ma il Cardo mariano di infinita bellezza, pasto liquoroso tra proboscidi di farfalle, incontrato sul pianoro, tra sole, vento e profumi, che poi come un quadro preciso, a me si è consegnato come ennesimo regalo non cercato, è un dono che io ho già scontato nell’immediato con il sudore, vero, pieno, grondante come l’amore e l’amore è il sudore della vita.

Doni donati, doni restituiti. La vita stessa è un dono e la poesia è la sua restituzione e, soprattutto, diffusione
Grazie, Gina ❤️