La poesia di Maria e di Franca
Che bello, cresce il contenitore del “mondo in rima”. Oggi Maria che ci diletta da tanti mesi e Franca che ha occupato qualche volta questo spazio. Buon Divertimento
Poesia oltre la scienza
di Maria Matani
La poesia è ricerca impetuosa,
è partenza senza preavviso:
è una traversata di mondi sconosciuti,
è un peregrinare in un passato dimenticato,
è un azzardo nell’oscuro futuro,
è un rincorrere parole utili a comporre il quadro
che vuoi portare a casa tutto intero.
È un ritorno stanco, ma pieno e soddisfatto.
La poesia salverà il mondo, così profetizzava Walt Whitman, poeta scrittore dell’ottocento, considerato il padre della poesia americana, primo poeta moderno ad utilizzare il verso libero. A distanza di ben due secoli, Deborah Alma, poetessa inglese, ha deciso con un gesto, a prima vista bizzarro, di aprire una vera e propria farmacia dell’anima, un posto fisico dove curare le ferite della mente e del cuore, ma non con medicine convenzionali, bensì con la parola, letture di autori specifici, adatte alle singole patologie.
La Poetry Pharmacy, si trova in una contea dell’Inghilterra, prestando un servizio innovativo ed originale da qualche anno. Come tutte le novità, inizialmente è stata accolta con scetticismo ed ironia, diventando, pian piano, un punto di ritrovo importante. I pazienti poetici, prima del percorso terapeutico, fatto di versi capaci di stabilire un contatto positivo, vengono sottoposti a una vera e propria anamnesi, allo scopo di individuare le giuste pillole poetiche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente pubblicato un rapporto in cui s’afferma l’esistenza di benefici per la salute da parte delle arti tutte e della poesia in particolare; esse producono un benessere generale, che partendo dal benessere emotivo, si riflette poi sulla salute fisica.
Teatro, musei, musica, lettura, aiutano la concentrazione, l’attenzione, la memoria, riducono l’ansia, il dolore, la pressione sanguigna; in questa ottica sempre più paesi stanno cercando di promuovere l’arte anche in ambito medico, affinché gli stessi dottori indirizzino i vari pazienti a svolgere attività di questo tipo.
Tra le arti, la poesia è il registro più antico della letteratura, pertanto è giusto interrogarsi sugli effetti della poesia sul cervello. Studi recenti effettuati con risonanze magnetiche sono stati preziosi per individuare i meccanismi cognitivi coinvolti durante l’ascolto di una poesia. A differenza di altre letture, che attivano soprattutto il lobo sinistro del cervello, la poesia attiva fortemente l’emisfero destro, nello specifico quelle aree collegate all’introspezione. È stato dimostrato, sempre attraverso neuroimmagini reperite su persone che si trovavano in ascolto o in lettura di poesie, che le risposte si concentrano sulle attività cardio-vascolari del sistema nervoso autonomo, scatenando risposte affettive molto intense. È stata anche misurata la piloerezione, ovvero i brividi suscitati dalla poesia. In aggiunta, i brividi indotti dalla poesia, attivano altre zone del cervello.
Il ritmo, lo schema metrico, le eventuali rime di una poesia ascoltata per la prima volta è capace di provocare “brividi” al cervello, questo perché il cervello riconosce anticipatamente le rime e i ritmi della poesia, così come confermato da studi specifici che, peraltro, vanno affermando che la musicalità della poesia viene afferrata dal cervello umano in modo inconscio e intuitivo.
È come se il nostro cervello, oltre ad avere bisogno di glucosio, si nutrisse anche di metrica, ordine, ritmo, significanti delle parole, in sintesi di poesia.
Poesia è l’unione di due parole che non si suppone possano unirsi e che formano qualcosa così come un mistero. (Federico Garcia Lorca).
Oggi più che mai è necessario seminare queste conoscenze nella popolazione mondiale, specie durante l’infanzia. E, partendo da questo quanto mai singolare studio, ancora una volta ci troviamo ad osservare, come scienza e letteratura vadano a braccetto, si sostengono e insieme assolvono al compito dei compiti, scoprono l’essenza dell’uomo.
Nonostante i numerosi studi scientifici effettuati, è bene anche dire, che la poesia è molto più dei dati forniti da una risonanza; la risonanza è lo strumento che svela gli effetti, ma è la poesia che provoca “brividi”, rimanendo, a tutt’oggi, incapsulata in un’area misteriosa che la scienza non è riuscita ancora a svelare: perché ritmo ed armonia elevano lo spirito.
E allora, Poesia, Poesia, Poesia per ottenere brividi in quantità.
DI STAZIONE IN STAZIONE
di Franca Prosperi
Con la valigia in mano e tanti sogni…
e il cuore sfilacciato fino alla laguna,
impigliato alla stazione, nel saluto
come dal transatlantico per l’America.
Un lungo saluto e un nodo in gola…
e non vedevi niente, gli occhi appannati,
gocciolanti, guardavano annebbiarsi i tuoi cari
nel saluto sempre più lontano, da quel finestrino
verso la rotta che già conoscevi: la loro,
verso il Belgio, la tua, adesso, verso la città
dei cuori innamorati, ma il tuo cuore, solitario,
di stazione in stazione nel viaggio per lavorare.
Il lavoro più bello del mondo, per te lontano,
tra volti sconosciuti, il tuo volto, impigliato
nei tuoi battiti spaesati, persi, disorientati.
Il lavoro più importante, nella città più bella
del mondo, sognata, cercata, amata, da te
per insegnare, benedetta nel tuo lavoro.
Bella sulla laguna, nel viaggio la immaginavi
tutta tua, tra calli e traghetti, vocii di alunni
sconosciuti, ancora cari nei tuoi ricordi.
Tu, spaventata, piccola prof., ma con tanti
sogni, nella città da te cercata, voluta,
come si può desiderare un principe sposo.
Un matrimonio, un connubio eterno, tra te
e la città della tua anima. Bella, Venezia,
come un angelo del paradiso. Poi, il tuo cuore,
di nuovo impigliato, sfilacciato, disancorato,
quel giorno del tuo ritorno, non più sognato!
composta il 2 agosto 2024

È così bello leggere la poesia anche di lunedì mattina ti da la carica positiva per un inizio di settimana come il sole dopo la tempesta. Grazie Maria e grazie anche a Franca 💕💕
Grazie, Teresa!
Bellissimo sentire, la poesia del quotidiano vivere..