“La corte ha deciso. Quella notte del sei aprile 2009 , fu colpa dei ragazzi morire sotto le macerie”

“La corte ha deciso. Quella notte del sei aprile 2009 , fu colpa dei ragazzi morire sotto le macerie”

Una sentenza da scrivere come le altre. Non è’ una accusa  verso i giudici della corte d’appello de L’Aquila che dovevano esprimersi a fine dicembre 2023 mentre hanno ribadito il giudizio di primo grado sette mesi dopo.Hanno sbagliato Nicola,Daniela,Tonino,Ivana ,Sara, Michele ed Enza i ragazzi deceduti sotto le macerie , quella notte. I genitori hanno saputo del giudizio di secondo grado dall’agenzia delle Entrata che li invita a versare all’erario 13768 euro per le spese di giudizio per il processo civile contro la presidenza del consiglio.

No, questa volta nessuna accusa verso la politica. La presidenza del Consiglio era stata chiamata in causa dagli avvocati poiché la protezione civile è emanazione governativa , sottoposta alla presidenza. Il processo ,perso già in primo grado, chiamava in causa ,da parte delle famiglie ,la Commissione Grandi Rischi che come succede nei momenti di emergenza, oggi impegnata ad esempio nei Campi Flegrei e nell’isola di Stromboli, interviene per  un parere sulla situazione.

Fanno parte della commissione grandi rischi scienziati, dirigenti di istituti che studiano quei fenomeni e i rappresentati della protezione civile. Il quesito che pongo è : “la riunione del 30 marzo a L’Aquila dove parteciparono diversi ma non tutti gli appartenenti alla commissione fece il suo dovere? Attenzione, questo è un mio semplificare il quesito poiché  i giudici erano chiamati a rispondere ad un’altra domanda che mostrava serie difficoltà per avere risposte certe. Provo a spiegare. Gli avvocati dei genitori dei ragazzi dovevano dimostrare con prove certe che i ragazzi erano stati condizionati dalle risultanze dei comportamenti dei membri presenti a L’Aquila quel pomeriggio, una settimana prima del sisma.

In linea molto pratica quei ragazzi deceduti sotto le macerie sarebbero  dovuti andare, prima del sisma e ovviamente senza sapere quello che poi è successo , da un notaio dove “mettevano nero su bianco” la loro convinzione :” ho ascoltato le rassicurazioni degli scienziati attraverso la Tv dove si diceva che quelle erano scosse che facevano bene alla situazione poiché lo scarico di energia avrebbe portato alla conclusione del brutto periodo che era iniziato 4 mesi prima sotto Natale 2008.

Immaginatevi un universitario che si reca da un notaio pagando uno “scritto di proprio pugno” dove , così , afferma che qualcuno lo ha tranquillizzato dicendo che non esistevano problemi a L’Aquila .Perché’ produrre una prova per il proprio stato d’animo? Entrate per un attimo di quella situazione. Prevedere che potrebbe esserci una forte scossa, come poi è successo, e sottoscrivere un proprio documento dove si dice che la scossa non avverrà, sicuramente.

È’ talmente assurda la situazione che ho dubbi sull’averla spiegata bene o sufficientemente bene. I giudici della corte d’appello de L’Aquila cercavano “il nesso causale” .Cioè i ragazzi non sono usciti dagli appartamenti che alle 3.32 del 6 aprile 2009 diventarono le loro bare perché erano stati tranquillizzati . Ci voleva una prova certa della loro convinzione e loro, essendo morti, non possono darla. Come ovviamente non valgono le testimonianze di genitori, fratelli e fidanzati poichè coinvolti nel problema .

E allora i giudici hanno ribadito le risultanze del primo grado sentenziando :” È’ stata tutta colpa loro . Hanno deciso in autonomia di restare in casa, senza nessuna pressione della Commissione Grandi Rischi perché ….non sono state prodotte prove sull’influenza sui ragazzi della Cgr. “

Potevano, i giudici, fare il percorso inverso per capire questo dramma e cioè rispondendo alla domanda “ci sono state delle informazioni trasmesse alla popolazione per portare almeno 309 persone ( sono quelle decedute quella notte) a restare a casa perché si erano fidate della scienza?

La storia dice di sì ma non è entrata nel processo. Nella telefonata intercettata tra Guido Bertolaso ,capo della protezione civile l’assessore regionale Daniela Stati , Bertolaso annunciava la venuta a L’Aquila della commissione per il 30 marzo 2009 ( seguite il filmato sotto) . Disse “così saranno gli scienziati e non tu , come incautamente hai già fatto, a dire che la situazione volge al meglio , che le scosse sono rilascio di energia che scarica il potenziale. Sarà’  una operazione mediatica perche’ vogliamo rassicurare la popolazione””.

Il 30 marzo 2009 Bertolaso , che non sarà mai giudicato per quello che disse visto che il processo fu prescritto, non c’era a L’Aquila per la riunione della commissione grandi rischi ma il suo vice Bernardo De Bernardinis in una intervista ad una tv privata ribadi’ il concetto del suo capo e chiuse il dialogo con il collega sottolineando che non c’erano problemi sottolineò che si poteva festeggiare con un “buon bicchiere di vino rosso di Ofena”. De Bernardinis fu condannato per quello detto a 2 anni,ma anche questo non è entrato nel processo .

Il resto della commissione grandi rischi fu assolta nella causa , poiché la comunicazione non era tra i compiti. Il lunedì pomeriggio di quel maledetto 6 aprile 2009 ,nei locali della guardia di finanza de L’Aquila i membri della commissione firmarono il verbale della riunione del 30 marzo 2009 . Non c’era scritto che quelle scosse “facevano bene” e che mai si sarebbe verificato il terremoto a L’Aquila .

Ma questo non è servito al giudice per dire che Nicola,Daniela,Tonino,Ivana ,Sara, Michele ed Enza erano rimasti tranquilli in casa perché la scienza aveva detto che tutto andava per il meglio.Ora c’è il terzo grado, la cassazione. Potrà’ mai ribaltare gli eventi? Io dico di no. Ai genitori resta un figlio da piangere fino alla fine dei loro giorni, delle “macerie dentro ” che nessuno potrà mai spostare via e una “parola fine” , quella decretata con sette mesi di ritardo l’8 luglio 2024. In più dovranno pagare le spese processuali.

Nel filmato che vi propongo non il mio pensiero su quello che successe ma semplicemente le voci di quello che si verificò prima della maledetta notte. (Clicca sulla freccia bianca)

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