JUAN CARRITO. PERICOLOSA E’ QUELLA STRADA.

Accogliamo un intervento dell’Architetto Giuseppe Di Giampietro .Attraverso il sito webstrade.it si occupa   mobilita’ sostenibile, ambiente, trasporti moderazione del traffico, sicurezza stradale, piani urbani del  traffico.Si pongono alcuni interrogativi.

di Giuseppe Di Giampietro

1. Nelle dichiarazioni successive alla morte dell’orso marsicano Juan Carrito, investito sulla *superstrada ANAS SS 17*, vicino al cimitero di Castel di Sangro, emergono responsabilità e omissioni, che sembrano gravi.

2. E’ possibile che tecnici e *responsabili del Parco Nazionale d’Abruzzo L.M.* abbiano speso parecchi soldi per recinzioni e convogliatori verso un sottopasso *”a poche centinaia di metri“* dal luogo dove è avvenuto l’incidente, ma questo non è servito ad evitare che l’animale attraversasse la strada su un altro, differente, percorso ?

3. Ma conoscono queste persone i luoghi ed i comportamenti prevedibili degli animali selvatici, se è vero che Juan Carrito è stato investito *nello stesso punto dove era già stato investita sua madre* ? Probabilmente quel percorso era già nella memoria dell’orso cucciolo.

4. Può una strada statale *”a scorrimento veloce“* di tipo C1, a carreggiata unica, con banchine laterali, velocità di progetto 90 kmh, ma velocità effettiva molto superiore per avere svincoli di tipo autostradale, avere le stesse caratteristiche progettuali previste dal DM 5-11-2001(sulla progettazione delle strade)  quando la strada attraversa abitati ed aree extraurbane, miste a zone naturali protette, con forte presenza di animali selvatici ? Esite una *normativa, un settore di ricerca, delle Linee Guida* per trattare queste *strade in maniera differente* da quelle fatte solo per le automobili, visto il contesto che attraversa ?5. Può l’ente proprietario della strada, ANAS o chiunque altro, pensare che *basti un segnale stradale* , di pericolo attraversamento animali, per garantire la sicurezza di animali e persone lungo le strade (visto che nemmeno gli animali leggono i segnali stradali). 

Queste domande attendono una risposta *da responsabili decisori ed eletti* (non dalla magistratura), per capire cosa si può fare per salvare la vita e l’enorme ricchezza naturale e materiale costituita da animali e uomini che vivono lungo quelle strade.

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