In un letto da anni, dimenticati dalla politica

In un letto da anni, dimenticati dalla politica

Il fine vita in Italia ,in Parlamento, è meno importante di una discussione sulla “cedolare secca” o sul vcontributo dovrebbero elargire allo Stato per investire di più in favore dei cittadini. La discussione in parlamento era prevista prima delle ferie estive. Sarebbe stato bello vedere i politici rinunciare a qualche giorno di ” meritato riposo” in favore di chi sollecita decisioni . Invece niente e … le ferie durano ancor oggi per i politici.

Quando parliamo di decisioni purtroppo non pensiamo a chi soffre da anni su un letto ma anche di parenti e amici che vivono il problema. Nonostante i ripetuti solleciti della Corte costituzionale con cui ha chiesto al legislatore di intervenire in materia di fine vita, il parlamento non ha emanato una legge che preveda per le persone malate il diritto di autodeterminarsi nel proprio fine vita, inclusa la possibilità di accedere all’eutanasia.

Questo è un passo indietro verso una visione medioevale della vita dove chi ha tra le mani la propria vita deve attendere chi deve decidere sulla propria vita. 

Mesi addietro su La7, Francesca Mannocchi , giornalista dalla “schiena dritta”riconoscibile per questo in mezzo a 100 giornalisti presentò un corto su una sua amica – collega , Laura Santi 48enne di Perugia , malata di sclerosi multipla. È’ stata la prima persona in Umbria, il 25 luglio. 2025 e la nona in Italia ad ottenere l’accesso legale al suicidio assistito. Questo dopo 3 anni di battaglie, di sofferenze. Per tanti , ancor oggi, c’è solo una trasferta all’estero. 

Questo il reportage proposto su Piazza Pulita di Corrado Formigli

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