In Italia … “qualcuno no!” Il racconto di Manolo Pelusi
C’è un programma europeo partito dal 2021 per arrivare al 2030finalizzato a superare la vergogna che esiste tra abili e disabili. Questo blog si è occupato spesso della “vergogna tricolore”, l’ultimo servizio quindici giorni fa con l’appello di Paola Mastrangelo malata di Sla.
Torniamo all’Unione Europea dove le statistiche dicono che sono 90 milioni i diversamente abili. I documenti parlano di questione strutturale di cittadinanza, di inclusione effettiva che continua ad essere ostacolata da barriere ambientali, digitali, culturali ed economiche.
Inutile dire che l’Italia è nei primi posti di questa orribile classifica. Da cosa si misura la civiltà di un popolo? La risposta è in un post social che Manolo Pelusi, in molti lo conoscono, ha scritto in questi giorni. Io “l’ho fatto mio”. Ho chiesto aiuto ad una voce dell’intelligenza artificiale, ho scaricato le foto di Manolo della sua pagina Facebook e un pò di musica del montaggio Filmora ha fatto il resto.
Vogliamo fare la guerra, qualcuno vuole tornare al passato, chiudiamo le porte a chi non ha il colore della nostra pelle per una presunta superiorità che naufraga nel discorso di Manolo.
