Il “telaio”. Tra Bucchianico e Taranta…il progresso

Il “telaio”. Tra Bucchianico e Taranta…il progresso

Ho questo vezzo. Me lo ha insegnato papà. Lui leggeva i giornali cartacei e poi ritagliava gli articoli che interessavano. Io giro sul web e “scarico” filmati che a me piacciono tanti. In fin dei conti in casa Braccili non è cambiato un granché. E’ solo cambiata la tecnologia.

Parlo di quest’ultima cosa con un filmato bianco e nero. Rai storia ha trasmesso l’evoluzione di un attrezzo ingombrante che serviva per produrre maglioni e poi tappeti. Io me lo ricordo il telaio. Era l’oggetto che a fine mese dava il “mese” a Nedda Paris che abitava in via latini a Roseto dove oggi c’è la bellissima libreria di Fabio “La cura”.

Mamma mi portava con lei per misurare i maglioni confezionati con il telaio da Nedda che mi concedeva di giocare con il telaio. Voi che leggete ricorderete sicuramente quel rumore che diventava un ritmo della macchina.

Sarebbe bello mostrare tutto questo ai giovani di oggi. Giorni fa, in radio, ho ascoltato la riflessione di una persona, sono arrivato tardi per dirvi il nome. Diceva del gusto un tempo di acquistare un paio di jeans. I genitori non è che ne compravano per te uno al mese. Quel jeans era per te…annuale.

Raccontando ha aggiunto che non capiva come oggi si potesse acquistare un capo sul web . Diceva ” non riesco a concepire di veder arrivare a casa il pantalone che hai acquistato senza nemmeno sapere se ti stava bene, confrontarlo con un altro , decidere con gli occhi e non con la carta di credito quale colore era il più bello per te.

Questa non è una critica ai giovani d’oggi. Tutto si evolve o meglio tutto si trasforma. La controprova è il breve filmato che vi propongo dove il giornalista prima riprende una donna anziana a Bucchianico lavora in casa con il telaio cantando una canzone abruzzese poi la scena “corre” a Taranta Peligna dove non si vede più una donna vicino alla macchina. Fa tutto da se. Crea dal nulla un tappeto. Quello veniva chiamato un tempo “il progresso”.

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