Il libro. I ricordi corsari di Marco Verdecchia

Il libro. I ricordi corsari di Marco Verdecchia

Appena arrivato ho applicato il rito di mio padre Gigino. Far scorrere il pollice della mano sinistra con la destra che tiene il libro. Respirare il profumo di inchiostro e poi, lentamente, iniziare a leggere.

Devo dire che il libro di Marco Verdecchia sapevo fin da prima che mi sarebbe piaciuto. Ha pubblicato tanto anche su questo blog, sempre piacere di leggerlo, sempre l’attacco giusto per presentare il personaggio, quasi tutti giuliesi, anonimo ai più ma che alla fine della lettura diventa tuo amico poichè ha ” quel non so che di geniale.

Nella prefazione di “Ricordi corsari del ‘900” Marco scrive, nella quarta di copertina, che “la principale ambizione di queste pagine è dare una qualche forma di eternità, o almeno di ostinata sopravvivenza, a persone umili e sconosciute che hanno incrociato i nostri passi o che ci sono stati narrati da altri. Di primo acchito, potrebbe sembrare che si tratti di vite e avvenimenti insignificanti che non meritano di essere ricordati o raccontati, tanto meno usando la nobilissima arte della scrittura. Eppure, una riflessione appena più attenta potrà facilmente persuaderci che si tratta, invece, di peculiari esperienze umane che hanno significativamente contribuito a determinare quella evoluzione del nostro mondo che noi siamo soliti definire col generico termine di “Storia”. Negli avvenimenti che raccontiamo troviamo spesso traccia di un profondo sapere perduto, di una robusta cultura mai scritta, di miti attitudini e nobili sentimenti che non hanno mai guadagnato risonanza o visibilità alcuna, ma a cui, nel nostro tentativo forse velleitario, vorremmo almeno assegnare la giusta possibilità di essere ricordati”.

E in effetti non sono vite insignificanti quelle presenti in un lavoro di 225 pagine che racchiudono 207 personaggi o forse meglio ” situazioni”. Molte, questo mi ha regalato questo libro, molto vicine a quello che anch’io ho vissuto. Bravo Marco

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