Libera ha stretto gli occhi e il puntatore oculare ha chiuso la sua sofferenza, iniettando il liquido in vena.

Libera ha stretto gli occhi e il puntatore oculare ha chiuso la sua sofferenza, iniettando il liquido in vena.

A 55 anni, con la sclerosi multipla che da anni la costringeva completamente paralizzata, ha ottenuto di essere aiutata a morire a casa sua, in Toscana, circondata dalle persone che ama. Per la prima volta in Italia, una persona ha potuto farlo “muovendo gli occhi”.

Libera ( nome di fantasia) per l’ultimo saluto ha cosi scritto : “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già.“

Pensate, è stata aiutata dalla ricerca che per ora nulla può contro la sclerosi multipla. Il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), su ordine del tribunale, ha dovuto costruire appositamente per lei un dispositivo che mettesse in comunicazione il puntatore oculare con la pompa di infusione che le ha permesso di attivare autonomamente l’autosomministrazione del farmaco, superando la paralisi totale del suo corpo, e l’ottusità della burocrazia.

Intanto Il  GIP del tribunale  di Trieste ha archiviato la denuncia che Martina Oppelli aveva depositato contro la sua ASL prima di morire. Martina aveva chiesto per mesi di accedere all’aiuto a morire, come era suo diritto, rientrando nelle condizioni previste dalla Corte costituzionale. Di fronte a dinieghi e ritardi, era stata costretta ad andare in Svizzera. La denuncia di Martina è stata archiviata. Marco Cappato, insieme a Claudio Stellari, Matteo D’Angelo e Felicetta Maltese, che avevano accompagnato Martina, si sono autodenunciati oggi in questura. 

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