Grazie Rossana, grazie Ernesto da tutti noi
IL RICORDO DI UMBERTO BRACCILI
Mi piace pensare che Rossana , volata in cielo pochi giorni fa, una volta entrata in Paradiso non ha chiesto alla “reception” quale era la sua stanza. È andata dritta dritta davanti alla porta dove c’era la targhetta “Ernesto D’Ilario” , il suo amato sposo.
Mario Giunco vi racconterà la storia di questa donna, sempre con il sorriso in bocca, sempre con la voglia di fare del bene . Non avevano figli ,Rossana e Ernesto, ma la loro vita è stata tutta spesa ad insegnare ai giovani l’arte dello sport, le regole della vita, gli insegnamenti che produceva la pratica. Conoscendoli penso che quei “doni di rapporto amoroso” siano stati forniti dal buon Signore per regalare tanto a chi aveva modo di frequentarli .
Sarebbe bello , da parte dell’amministrazione di Roseto” una targa per i “due innamorati di sport e dei giovani”. Anzi già che ci siamo sarebbe bello individuare un muro, uno di quelli brutti e tutto cemento armato costruiti solo per soldi ,da ingentilire con targhe che ricordano persone “giuste” che solo per amore e non solo nello sport hanno regalato qualcosa alla comunità. Oggi nell’orizzonte contemporaneo si vede ben poco. Meglio raccontare e sperare in un esempio per chi gestirà il futuro della città.
ROSSANA RICORDATA DA MARIO GIUNCO
Rossana Bacchetta nasce a Roseto (25 Dicembre 1934), terza di cinque figli. “Il buon Dio, quando sono nata – dice di sé – si è distratto per un attimo, unendo il diavolo e l’acqua santa”. Il padre era titolare di una sartoria, situata in via Nazionale, all’angolo di via Di Donato.
Studia alle Suore del Bambin Gesù di Roseto e diploma di maestra. Ancora studente incontra l’amore della sua vita, Ernesto D’Ilario. Rossana. Lei ha 15 anni ed Ernesto 38: una differenza di età inizialmente non accettata dai genitori, che l’allontanano per un anno dalla scuola. Divenuta maggiorenne può finalmente sposarsi.
La passione per il tennis è legata a un campo in terra rossa, realizzato, in un’area delle Ferrovie dello Stato contigua all’Arena 4 palme, dal capostazione Raffaele Di Giorgio, che apprezza le qualità della giovane.
Dopo il matrimonio Rossana si trasferisce a Roma, tranne una breve parentesi a Brindisi, dove diviene campionessa regionale di tennis, sempre allenata dal marito, che, preparatore atletico dell’Aeronautica militare, la impiega in qualsiasi disciplina, anche per le sostituzioni degli infortunati.
Ernesto D’Ilario, scomparso nel 1998, è stato uno dei grandi dello sport italiano. Ha allenato i velocisti Pietro Mennea e Eddy Ottoz. Ha partecipato, con le Nazionali di bob, alle Olimpiadi di Grenoble (1968), Sapporo (1972) e Lake Placid (1980). Grazie alle migliorie tecniche, apportate da lui ai mezzi e a nuovi sistemi di preparazione atletica, l’Italia ha conquistato numerose medaglie.
A Roma Rossana si dedica al tennis in maniera professionale. Maestra e direttrice dello sport, si distingue come allenatrice, lavorando per molti anni con la Federazione Italiana Tennis. Allena la Nazionale giovanile delle under 14 e insegna all’istituto delle Suore francesi di Nevers, dove, insieme al marito, organizza giochi e attività sportive per ragazzi.
Nel 1986 la coppia lascia Roma e si trasferisce a Montepagano, in una villa a ridosso della Chiesa della Santissima Annunziata, con un museo/biblioteca/archivio, che raccoglie cimeli sportivi e importanti testimonianze storiche.
Nella foto in alto Barbara Bacchetta , una nipote, Tito Rocci l’amico di sempre e Rossana Bacchetta alla festa dello sport rosetano.
