Gran Sasso d’Italia. La bella “abbandonata”, addormentata e ormai spopolata

Gran Sasso d’Italia. La bella “abbandonata”,  addormentata e ormai spopolata

Il crollo di massi sulla provinciale che porta a Pietracamela e poi a Prati Di Tivo ha creato in alcuni , non i residenti ovviamente, un pensiero “strano”. Quella mancanza di manutenzione ha fatto scattare , sempre in alcuni, un “atroce” dubbio:” Oddio!!! e dove passeranno i ciclisti del Giro?”

A dire il vero una strada alternativa c’è ma è in perenne rifacimento. Subito messa a posto per il “giro in rosa” la strada minacciata dai massi ma ,come si dice, “finita la festa gabbato lu sante “per Pietramela chiamata negli anni 60, pensate, la “Cortina d’Abruzzo”….ma ora non più

Era talmente famosa la località turistica che qualcuno pensò di raddoppiare gli introiti economici con ristoranti e alberghi nella vicina Prato Selva. L’Europa , entusiasta della crescita dei paesi dell’entroterra della montagna teramana, finanziò , molto dopo, la nuova cabinovia a Prati di Tivo e gli impianti di risalita a Prato Selva. Della struttura dei Prati di Tivo ormai sapete tutto. Chiusa da tempo , in inverno e in estate . Vi offro invece un filmato , perché una telecamera è più brava di me a raccontare, cosa succede nella stazione sciistica di Fano Adriano. Impianti a terra, un maxi battipista parcheggiato e ormai arruginito e il completo degrado con un albergo che sta venendo giù.

La situazione, dicono i residenti è drammatica. Prima si viveva di turismo oggi è difficile chiedere ad un giovane di restare in paese. Serve un quarto di stipendio per raggiungere il luogo di lavoro. Chi è assunto a Teramo risparmia qualcosa, chi si deve spostare di più, preferisce andar via.

Il dissesto idrogeologico è tra i problemi come ha dimostrato l’ultima caduta massi. Ho fatto un pò di ricerche sul web.

Il report CNI sul dissesto idrogeologico dice che  servono in Italia oltre 26 mld per risolvere il problema, quando negli ultimi 20 anni ne sono stati spesi appena 6.6. Per capire meglio basta dire che la legge di bilancio 2024 costa 22 miliardi . In linea teorica non dovremmo spendere un euro per 14 mesi e far confluire tutto sul risanamento idrogeologico .Impossibile. Questo perchè non si è programmato nulla, questo perchè mettere a posto una frana non porta voti. 

Una semplice definizione di cosa sia il dissesto idrogeologico è quella che lo descrive come l’insieme dei processi che provocano la degradazione e il disordine del suolo e del territorio (frane, alluvioni, erosione, ecc.). In Italia sono 7.423 su 7.905 (93.9%) i comuni a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera
Il trend di dissesto in atto è, dolorosamente, in crescita, e i dati a disposizione indicano che il 18,4% (55.609 km2) del territorio nazionale è classificato a pericolosità frane elevata, molto elevata e/o a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni). 

Invece al massimo succede come lungo la strada che porta a Cerqueto. Foto di tre anni fa. Terreno franato? Niente paura. Sposto di un tanto il guard rail , riduco la doppia in corsia alternata e si risparmia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *